Giallo Maradona, l’avvocato dell’infermiera denuncia: “Rinchiuso tre giorni in stanza! È caduto e nessuno ha fatto niente”

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L'omaggio a Diego Armando Maradona, fuori lo stadio - Foto di DailyNews24
L'omaggio a Diego Armando Maradona, fuori lo stadio - Foto di DailyNews24

La morte di Diego Armando Maradona continua ad essere avvolta nel mistero. Il decesso del campione argentino si è trasformato in una vicenda internazionale, con gli avvocati che vogliono vederci chiaro sulla morte del Pibe de Oro.

Il campione argentino è deceduto in crisi d’astinenza e, una settimana prima della morte, ha battuto la testa a causa di una caduta. Nonostante questo, però, nessuno l’ha portato in ospedale. A fare questa rivelazione è stato l’avvocato dell’infermiera che si occupava del campione argentino.

A detta dell’avvocato, infatti, nonostante la caduta, nessuno ha portato Diego in ospedale per eseguire controlli quali una tac o una risonanza magnetica alla testa: “Giorni prima di morire, Maradona è caduto ed ha sbattuto la testa. Non è stato un colpo molto forte, ma ha riguardato il lato destro, contrario a quello dell’operazione. Lo hanno fatto rialzare subito. Nessuno ha chiamato una clinica. Forse per scelta dello stesso Maradona. Ma lui non poteva decidere una cosa del genere.

Era stato rinchiuso per tre giorni nella sua stanza. È arrivato ad avere 115 pulsazioni al minuto, ed il giorno prima di morire ne aveva 109, quando è noto che un paziente con problemi coronarici non può superare le 80 pulsazioni. Inviava segnali ma lui non è stato assistito con alcun farmaco. Maradona avrebbe potuto farsi ricoverare nella clinica più lussuosa del mondo, ma invece è stato tenuto in un luogo inadatto“.

Dalle parole dell’avvocato, quindi, arrivano delle denunce davvero clamorose. Diego Maradona poteva salvarsi? Sicuramente i prossimi mesi saranno molto intensi sulla battaglia legale per la morte del Pibe de Oro.