Gioco, 4-4-2 e tanta grinta: Mihajlovic ha trovato il suo Milan

Dopo esperimenti sui vari moduli e gli interpreti ideali, Sinisa Mihajlovic ha trovato il bandolo della matassa. E la squadra è con lui

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Dopo una stagione completamente da dimenticare sotto la gestione Inzaghi, finita a mani vuote e senza l’ accesso alle Coppe Europee, il nuovo Milan targato Mihajlovic sembra aver trovato quella quadratura del cerchio che i tanti tifosi rossoneri attendevano da più di qualche anno. La nuova stagione è iniziata senza troppa fiducia: tanti i milioni spesi per quegli acquisti ritenuti non decisivi per inseguire i sogni Champions ( Bertolacci e Romagnoli in particolare sul banco degli imputati ), senza dimenticare quel Bee Taechaubol tanto atteso ma mai entrato in società, nonchè gli attriti interni tra Barbara Berlusconi e Galliani, per finire al progetto stadio andato definitivamente in fumo. Insomma, c’erano tutti i presupposti per una stagione anonima, l’ ennesima, da parte dei rossoneri. Eppure, qualcosa è cambiato: alla 25esima giornata, il Milan lotta per il terzo posto valido come preliminare di Champions, a sole 6 lunghezze dalla Fiorentina. Dopo un andirivieni di moduli e interpreti nelle prime giornate, Sinisa Mihajlovic ha trovato il suo Milan ideale da proporre esattamente ogni domenica. Il 4-4-2 rispecchia le caratteristiche dei giocatori in campo: Niang affianco ad un Bacca grande goleador della squadra ( 13 reti finora ) sembra rinato, rispetto al ruolo di esterno offensivo che in rossonero ricopriva in passato senza risultati, Honda si sacrifica agli ordini del tecnico, occupando la fascia destra e offrendo grande copertura, Kucka è un elemento imprescindibile a centrocampo ( anche se attualmente fermo per infortunio ) per quantità e qualità. Capitan Montolivo dopo una pioggia di critiche nei suoi confronti, sta zittendo tutti, concedendosi anche la palma di miglior recuperatore di palloni in A. Al centro della difesa, dopo tanti esperimenti, sono stati scelti Alex e Romagnoli a far coppia fissa e i risultati cominciano a dare i frutti sperati. La ciliegina del tecnico serbo è però il lancio di Donnarumma tra i pali: 16 anni, tanta esperienza da fare, ma con la personalità di un veterano. I paragoni con Buffon si sprecano e chissà che tra qualche anno non possano essere concreti. Oltre tutto, i rossoneri salvo clamorose battute a vuoto contro l’ Alessandria, dovrebbero incontrare la Juventus per la finalissima di Coppa Italia, alla ricerca di un trofeo da inserire in bacheca per la felicità del patron Silvio Berlusconi ma non solo: con i bianconeri in Champions League, i rossoneri libererebbero il sesto posto in campionato utile per i preliminari di Europa League, che d’ altronde occupano in classifica allo stato attuale con un ottimo margine dalla Lazio settima, distante sette punti. Il vento in casa Milan gira a proprio favore. Mancano 13 giornate, una semifinale di ritorno e un eventuale finale di Coppa Italia da disputare, con la sensazione che comunque vada, i tifosi potrebbero aver di che gioire, grazie ad un allenatore che sta lasciando la sua impronta per il presente, ma anche per il futuro.