sabato, Aprile 13, 2024
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Giorgia Soleri e la diagnosi dell’ADHD: “È stata una delle cause della fine della mia ultima relazione”

Attraverso il suo account di Instagram, Giorgia Soleri è tornata a parlare della sua storia con Damiano David, finita dopo quattro anni d’amore. Nel parlare della fine della sua ultima relazione, l’attivista ha rivelato della diagnosi di ADHD.

“È stata una delle cause della fine della mia ultima relazione” – Attraverso un box domande aperto nelle sue IG Stories, la Soleri ha risposto ad alcune curiosità dei fan. Nel rispondere a diverse domande, l’influencer ha rivelato di aver scoperto di soffrire di ADHD (disordine dello sviluppo neuro psichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità).

Nel parlare della gestione della sua casa, dove vive da sola, e dei suoi animali domestici, ha ammesso:

“Io sono disordinata a livelli spaventosi e patologici. Non quel tipo di disordine che fa ridere quando la gente dice “oddio non sai Giorgia quanto è disordinata”, e nemmeno quello del “scusa per il casino” quando le persone entrano in casa tua. Un disordine pervasivo e invalidante, che è stato causa di infiniti litigi e traumi nella mia famiglia (mia mamma, tra le tante cose, ha smesso di lavare e stirare i miei vestiti quando avevo 14 anni perché non aveva il coraggio di entrare in camera mia) ma è stato anche causa della fine della mia ultima relazione”.

Ha aggiunto: “A quasi 30 anni, ho capito una cosa (che mi fa malissimo ammettere): ho bisogno di una mano. Non sono in grado di gestire una casa, nonostante viva sola da 10 anni”.

Riguardo alla fine della sua storia d’amore con Damiano, cantante dei Maneskin, la Soleri ci ha tenuto a precisare che l’ADHD non è stato l’unico motivo dietro la loro rottura. Giorgia, infatti, ha spiegato:

“Fermi tutti! I motivi per cui una relazione finisce possono essere molti, e in questo caso lo sono stati. Non sento la necessità di condividere nel dettaglio quali sono state le motivazioni e cose è successo, anche per rispetto dell’altra persona coinvolta. Ho condiviso uno dei tanti, tantissimi lati – come ho condiviso quello con la mia famiglia – solo per far comprendere quanto possa essere pervasivo e invalidante l’ADHD senza una diagnosi (lo è anche con una diagnosi, figuriamoci sera)”.

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