sabato, Ottobre 17, 2026
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Giorgio Armani, pubblicato uno dei due testamenti

Sono stati aperti e resi noti i due testamenti lasciati da Giorgio Armani, scritti di suo pugno e sigillati. Uno risale al 15 marzo scorso e l’altro il 5 aprile, aperti nei giorni scorsi, dove, al di là delle proprietà e del patrimonio, si scopre le sorti della Giorgio Armani spa.

LE VOLONTÀ DELLO STILISTA – Nei giorni scorsi, nello studio milanese di Elena Terrenghi, la professionista incaricata di eseguire le sue volontà, è stato pubblicato il testamento. Si tratta ben di due testamenti, come attesta l’archivio notarile. Molto probabilmente il secondo e ultimo documento sono le definitive volontà dello stilista, messe nero su bianco.

“Ho preparato il piano di successione con il mio solito pragmatismo e con discrezione ben pianificati, ma non lo svelerò ora perché sono ancora in circolazione”, aveva così rivelato Armani al  in una intervista al Financial Times. Così è avvenuto fino al giorno del funerale, celebrato a Rivalta, nel Piacentino.

Il desiderio dello stilista era quello di affidare in mani fidate il futuro del Gruppo, fondato nel 1975, costruito e diretto con duro lavoro e sacrificio. Da quanto emerso dal testamento, alla Fondazione, nata una decina di anni fa da Armani insieme al compagno e storico braccio destro Leo Dell’Orco e al banchiere Irving Bellotti di Rothschild Italia, va 9,9% di azioni in proprietà e il 90% in nuda proprietà delle azioni del Gruppo.

A Dell’Orco spetterà  il 40% dei diritti di voto nell’azienda, mentre 30% dei diritti spetteranno alla Fondazione e, infine, il 15% ciascuno ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.

Dato che lo stilista non ha figli, l’eredità sarà divisa senza quote di legittima, che la legge riserva di norma ai parenti più stretti, in sostanza il coniuge e appunto i figli. Quindi i beni e gli asset societari andranno ai tre nipoti, Silvana e Roberta, figlie del fratello Sergio morto tempo fa, e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna, la quale è dal 2017 nel Consiglio di Amministrazione, nonché a Dell’Orco. In lizza potrebbe esserci anche Federico Marchetti, fondatore di Yoox con un posto pure lui nel Cda.

C’è da ricordare che non c’è solo il 99,9% della società, ma anche le partecipazioni italiane di società come come EssilorLuxottica. Va aggiunto il patrimonio immobiliare che comprende la villa a Pantelleria, la residenza estiva a Forte dei Marmi, dove si trova anche il locale La Capannina acquistato di recente, la casa milanese di via Borgonuovo, Villa Rosa nell’Oltrepò Pavese e altre residenze a Saint Moritz, Parigi e Saint Tropez.

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