Alla cerimonia di celebrazione dei Giorni della Ricerca, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza di “eliminare i divari territoriali” per garantire l’efficacia della ricerca nel campo oncologico.
Ha affermato che è responsabilità comune assicurarsi che tali disparità non ostacolino l’accesso alle cure, richiamando i principi di universalità e parità dei diritti sanciti dalla Costituzione.
Mattarella ha elogiato la comunità di scienziati, ricercatori, medici e volontari che annualmente promuovono questi giorni dedicati alla ricerca, sottolineando il loro ruolo fondamentale nel migliorare le cure contro i tumori e la qualità della vita dei pazienti. Ha descritto l’iniziativa come un “motore di innovazione e impegno sociale”, che da 27 anni incoraggia il progresso negli studi scientifici e nelle terapie.
Il cancro: “Insidia diffusa e temuta”
Riferendosi al cancro, ha evidenziato come un tempo fosse percepito come una “condanna inesorabile”, mentre oggi viene riconosciuto come una malattia che può essere affrontata grazie alla ricerca. Oltre 3 milioni e mezzo di persone vivono dopo una diagnosi di tumore, molte delle quali si considerano guarite o hanno buone prospettive di successo nel combattere la malattia.
Infine, Mattarella ha evidenziato i significativi progressi: “La ricerca ha consentito di compiere passi in avanti straordinari. Grazie alla ricerca grazie all’immuno-oncologia e alle terapie mirate, è cambiata la storia della lotta a molti tumori”.
