Giovani positivi in carenza di ossigeno al Cotugno, parla il direttore Punzi

Grave la situazione al Cotugno, il direttore Rodolfo Punzi dichiara che i positivi sono principalmente giovani con importanti carenze di ossigeno.

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Terapia intensiva, Fonte Wikimedia Commons

Sembra che la situazione al Cotugno di Napoli sia sempre più problematica. I positivi sono perlopiù giovani con gravi difficoltà a respirare. Cosa che preoccupa particolarmente il direttore del dipartimento di infettivologia dell’ospedale napoletano, Rodolfo Punzi.

ETÀ MEDIA ABBASSATA –  infatti, durante un’intervista con “Il Mattino”, dichiara: «Rispetto agli esordi e anche ai casi della seconda ondata, vediamo un’accelerazione della malattia che progredisce rapidamente. Dopo l’apparire dei primi sintomi, verso la polmonite. Molti di questi pazienti hanno dunque bisogno di un supporto ventilatorio e di una maggiore intensità di cure che hanno reso ormai quasi tutte le cosiddette degenze ordinarie delle unità sub intensive. Ecco, notiamo un aumento di un gradino verso la maggiore intensità clinica del Covid».

Una situazione che come anticipato colpisce in particolare i giovani. Come dice il direttore stesso, tanti: «[…] trentenni e quarantenni ricoverati anche qualcuno di 23 o 24 anni. L’età media dei pazienti si è un po’ abbassata […]. Malati seri, che hanno una polmonite interstiziale bilaterale e che dopo alcuni, pochi giorni di cure a casa, alle difficoltà nel riposo notturno, per la tosse e la febbre, vengono qui e subito hanno bisogno di essere assistiti con ossigeno e talvolta anche intubati appena arrivano. Se è cambiato qualcosa è nella mancanza della gradualità della malattia che poi magari migliora e risponde alla terapie».

VARIANTI – Riguardo le mutazioni del COVID-19, Punzi afferma che la loro pericolosità varia da persona a persona. Tra i giovani positivi c’è infatti chi riesce a guarire, contrariamente ai cittadini più anziani. «La variante inglese sta colpendo soggetti più giovani. […] C’è chi con la variante inglese guarisce e va benissimo e chi invece peggiora a va subito in intensiva. Ma ci sono anche tanti anziani che ovviamente hanno molti più problemi e complicanze. Casi tutti complessi, seri e difficili».