Gipsy: la nuova serie tv targata Netflix che mostra una Naomi Watts impeccabile nei panni di una psicoterapeuta non proprio convenzionale

0
Gipsy, fonte screenshot youtube
Gipsy, fonte screenshot youtube

Gipsy è una serie tv statunitense del 2017 creata da Lisa Rubin per Netflix , della quale  Sam Taylor-Johnson (regista di “Cinquanta Sfumature di Grigio”) ha diretto i primi due episodi ed è produttrice esecutiva della serie.

La protagonista indiscussa di questo nuovo progetto è la carismatica e talentuosa Naomi Watts che veste i panni di Jean Holloway, una psicoterapeuta affermata con un marito avvocato dalla promettente carriera e una bambina gioiosa. Jean sembra condurre un’esistenza tranquilla nonostante alcuna difficoltà familiari, come la segretaria invaghita del marito o la figlia che mostra problemi di attenzione e una lieve confusione di genere. Tutto cambia quando Jean conosce Sydney (Sophie Cookson) l’ex-fidanzata di un suo paziente, una ragazza magnetica e sensuale con la quale si inoltrerà in una relazione pericolosa. Questa sua attrazione nei confronti di Sydney la porterà a trasformarsi in Diane Hart causandole diversi problemi sia lavorativi che familiari.

La serie parte nell’inquadrare, soprattutto durante i primi due episodi, la vita di Jean Holloway il suo rapporto con la famiglia e questa attrazione nei confronti di Sidney. Di fatti vediamo una donna devota alla famiglia e al marito, innamorata e attratta dall’uomo che ha accanto e dall’altro invece viene fuori una sorta di alter-ego Diane Hart. Diane Hart contrariamente a Jean Holloway è una giornalista, divorziata che si fa guidare dalla passione, dal proibito, dal sensuale e dall’erotico, esaudendo ogni tipo di desiderio nascosto.

Jean costruisce infatti il personaggio di Diane Hart minuziosamente, creando una donna diversa che le “servirà” per entrare in contatto con le persone delle quali i suoi pazienti parlano entrando così in una sorta di spirale di co-dipendenza soprattutto con Sidney.

Per capire a fondo Gipsy è necessario anche soffermarsi sulla canzone dei Fleetwood Mac che dà il titolo alla serie e che è presente nei titoli di testa attraverso una cover di Stevie Nicks. Il pezzo parla di rimpianti e della nostalgia di un passato che non ritornerà indietro, di una versione di se stessa che è ancora presente in lei in qualche modo. Nel caso della nostra Jean Halloway è proprio questo che viene fuori, una parte di lei che è imprigionata da troppo tempo e che sta in tutti i modi cercando di liberarsi.

Naomi Watts, sbarcata sul piccolo schermo dà prova ancora un volta di essere un’attrice a tutto tondo, le sue Jean Halloway e Diane Hart danno la perfetta idea di essere due personalità diverse insite nel corpo di una sola persona. Nonostante la sua età la Watts, riesce sempre e comunque ad essere estremamente sensuale e allo stesso tempo elegante.

La sceneggiatura è abbastanza curata, i dialoghi reggono bene tutta la trama e i personaggi principali (soprattutto i pazienti) vengono approfonditi durante la seconda parte della serie. Il finale lascia invece un senso di confusione, questo probabilmente è voluto dalla regista, proprio perchè seguendo Gipsy ci si inoltra nella mente della protagonista stessa e nel mondo in cui ella riesce a manipolare la mente altrui fino a perdere la cognizione di ciò che è  reale e di ciò che non lo è.