Gli intellettuali tedeschi scettici sulle riforme sull’immigrazione

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Gli intellettuali tedeschi sono scettici e contrariati sulle riforme dell’immigrazione in corso e in fase di approvazione dalla Germania. Non sono favorevoli alle idee che Angela Merkel vuole presentare al governo tedesco. Sono soprattutto filosofi e scrittori (anche di sinistra) che criticano la cultura dell’accoglienza indiscriminata e le sue imprevedibili conseguenze sull’identità nazionale. Gli intellettuali germanici che si aggirano intorno ai 68-74 anni, sono infastiditi dalle riforme e vorrebbero segnare una svolta decisiva nel modo di concepire e raccontare il fenomeno dell’immigrazione di massa. Tutto nasce dopo gli avvenimenti di Colonia durante la notte di San Silvestro quando un gruppo, probabilmente di musulmani, ha violentato un certo numero di donne tedesche. Da quella notte del 31 dicembre pensatori e intellettuali  di destra, sinistra e centro si sono uniti compatti per la salvaguardia della nazione contro l’immigrazione di massa. Uno su tutti è il famoso filosofo e saggista tedesco Peter Sloterdijk, classe 1947, rettore della Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe, dove insegna estetica e filosofia. Il saggista fa sapere alla Merkel che l’elevato numero di arrivi di clandestini può portare alla nazione seri problemi riguardante il caso ISIS. Aprire le frontiere a tutti è un serio pericolo per la Germania visto che si può esporre ad attacchi terroristici. Inoltre il saggista meglio conosciuto come provocatore e pensatore scettico avvisa la Merkel che la Germania approvando la legge sull’immigrazione la dà vinta, rinunciando e accettando l’invasione del popolo musulmano. Sottolineando che facendo cosi il popolo tedesco regalerebbe diritti e doveri ad altre nazioni (allude alle nazioni musulmane) L’autodistruzione non deve essere un diritto morale.,DSC_5589_672-458_resize