Gli sceneggiatori televisivi in sciopero: cosa succede?

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Proprio oggi, 2° maggio dovrebbe partire lo sciopero degli sceneggiatori statunitensi che ha già messo in ginocchio le programmazioni e soprattutto i fans una decina di anni fa quando, a causa di uno sciopero simile, varie serie tv hanno visto le loro stagioni essere interrotte in modo brusco o essere chiuse in fretta, creando un vero disastro.

Lo sciopero di quest’anno interessa la Writers Guild of America (WGA) che è l’unione dei sindacati degli sceneggiatori cinematografici e televisivi. Il WGA chiede alla Motion Picture and Television Producers (più di 350 società di produzione di Cinema e TV) di ridiscutere il contratto avuto fino a questo momento e di tenere conto dei cambiamenti subiti dalla televisione in generale: infatti in questi ultimi anni stanno nascendo tantissime nuove serie tv e lo streaming sta piano piano sostituendo la televisione. Inoltre la qualità delle serie tv si sta abbassando e anche la loro durata, poiché la maggior parte di queste novità ha dai 10 ai 13 episodi.

Il problema è che gli sceneggiatori vengono pagati per ogni episodio, ma questo aveva senso quando le stagioni erano composte da 20/24 puntate. Alcuni contratti costringono gli sceneggiatori a rimanere senza lavoro per dei periodi più o meno lunghi senza poter firmare ulteriori contratti. Dunque, lavorano per un tempo di 20 episodi circa, ma vengono pagati per il numero effettivo di episodi che sono circa la metà. Lo sciopero è stato votato con il 96% di consenso ed è sicuro che tutti gli show ne risentiranno: alcuni immediatamente, altri potranno ancora andare avanti dato che le sceneggiature degli episodi sono pronte settimane o anche mesi prima. Non si sa niente della durata di questo sciopero poiché tutto dipenderà da come andranno i negoziati; possiamo solo sperare che il tutto si risolva più in fretta dello sciopero scorso durato 3 mesi.