Gli USA, anche per una soluzione alla disoccupazione

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I listini che si avvicinano alla chiusura del trimestre, volgono “le antenne” verso la Federal Reserve. La Banca centrale statunitense ha un programma denso di appuntamenti tra cui quello con 6 governatori e con la stessa Presidente: Janet Yellen che potrebbe lasciare dichiarazioni sul rialzo dei tassi nell’ultima calendarizzazione del 27 ottobre. Ma i dati riguardano in particolare la disoccupazione, dove, se si conservasse l’accelerazione del pil al +3.9% nel secondo trimestre, farebbe aumentare il costo del denaro, sopito dal 2006. La Yellen stessa ha ridato l’impronta della mancanza di lavoro, dicendo: “La mossa resta sul tavolo per il 2015”. Ma ugualmente il percorso di ripresa dei tassi è in salita.

Gli ultimi mesi non sono stati poi semplici: la crisi finanziaria cinese, l’incertezza greca, tanto che ciò porterebbe al peggio fine settembre degli ultimi 4 anni. Inoltre ci sono le borse in calo (di quasi 6.5 punti Wall Street e Piazza Affari dello 0,7%); ma la situazione ha visto anche momenti “alti”, oltre che bassi: in particolare pesa su queste lo scandalo Volkswagen. Un banco di prova potrebbe essere considerato l’Ipo di Ferrari. E dall’Europa accrescerebbe questi ultimi valori finanziari l’elezione in Catalogna. Vi sono poi rivelazioni macroeconomiche in settimana, dove le principali sono: 1°) per lunedì l’Istat che diffonde i dati del mese sulla fiducia delle imprese. 2°) Per martedì 29 nel Regno Unito si guarda all’andamento delle ipoteche i Europa e in Germania all’inflazione. 3°) Per il 30 il Giappone pubblicherà gli andamenti di produzione industriale. 4°) Per il 1° ottobre, sempre in Giappone viene dato l’indice Tankan sull’andamento della produzione industriale. Poi infine “dulcis in fundo”, per il 2 si chiude la settimana con la rivelazione della disoccupazione e del salariato negli Stati Uniti d’America, ed il che non sarà di poco conto.