mercoledì, Maggio 22, 2024
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Papà Graziano Rossi: “Qui la dignità alcuni l’hanno persa”

LE DICHIARAZIONI DI PAPÀ ROSSI
Si continua a parlare del già molto discusso motomondiale appena concluso, con la sua ultima tappa ieri a Valencia. Parla ancora un Rossi, ma stavolta non è Valentino, il quale già ieri ha espresso tutto il suo dissenso e la sua amarezza mista alla rabbia giusta per ciò che è successo nelle ultime tappe di questa stagione di Moto Gp, etichettando la disfatta come “biscotto spagnolo”. Oggi, a poco più di ventiquattro ore dall’epilogo, torna a ridimensionare la già magra vittoria di Lorenzo papà Graziano Rossi, il quale dichiara alla trasmissione televisiva Tiki Taka, in onda su Italia 1: “Nessuno si aspettava un comportamento del genere: penso che un campionato del mondo un anno si possa vincere e l’anno dopo perdere, mentre la dignità è una cosa che si conquista in una vita intera, attraverso una serie di comportamenti leali. Qui la dignità alcuni l’hanno persa”.
Mette i puntini sulle I, quindi, il signor Rossi, il quale mai ha parlato tanto nella ventennale carriera del figlio nove volte campione del mondo, come in questa annata. A buon motivo continua ancora, andandoci anche giù pesante: “Se non si può vincere in un certo modo, forse è meglio non vincere proprio. Perché poi, dopo aver vinto nella maniera in cui si è vinto, cioè male, cosa ti rimane? Un titolo mondiale è qualcosa di magico, che ti porti sempre nel cuore: se non è bello come si fa? Ora, per i prossimi due anni, faremo il tifo affinché arrivi questo decimo titolo, Valentino ‘invecchia’ ma non penso che uno o due anni in più facciano la differenza. Poi a 44, forse, vedremo di cambiare sport…”.

LE RIFLESSIONI SUL CASO
Quello che d’altronde ci auguriamo tutti, tranne forse un capriccioso Marc Marquez, a braccetto con lo spagnolo campione del mondo, è di vedere avverarsi la profezia di papà Rossi. Vedere in pista per altri 7 anni un campione come Valentino sarebbe un piacere, Rossi il quale ha buttato giù nella sua carriera tutti i record e continuerebbe a farlo se non fosse per l’invenzione del biscotto nella storia del motomondiale potremmo dire. Una trovata geniale da parte di chi, forse per istinti patriottici e per la foga di voler eguagliare, o almeno avanzare l’ipotesi di farlo, i record del Dottore, ha deciso di fare da bodyguard al neo campione del mondo Jorge Lorenzo, il quale, forse, il mondiale avrebbe anche potuto vincerlo onestamente, poiché in parte l’ha anche meritato, ma in questo modo era meglio farsi da parte, poiché la dignità di cui parla Graziano Rossi è stata persa amaramente e difficile sarà riconquistarla. Ancor più difficile sarà riconquistare la fiducia di quanti, seduti lì sul divano o sugli spalti del circuito di Valencia, hanno avuto 30 giri di tachicardia a vedere un campione correre, e dico uno, quello che a testa bassa è partito dalla 26esima piazza ed è arrivato ai piedi del podio, con i graffi di combattimento sulla tuta e le gomme usurate, accarezzando la compagna Yamaha M1 fedele più di chiunque altro. Questo è quello che amiamo vedere, ma siamo certi che si trasformerà in un pieno di benzina e cattiveria agonistica sana per Valentino il prossimo anno, il quale a 37 anni proverà ancora a buttare il cuore oltre l’ostacolo, a mettere ancora una volta le proprie ruote davanti a tutti, salendo per la decima volta sul tetto del mondo.
“Esistono gli uomini, i mezzi uomini, gli omminicchi, i pigliainculo ed i quaquaraquà” scriveva Leonardo Sciasia, 54 anni fa, ne “Il Giorno della Civetta” e Valentino Rossi a Valencia l’ha dimostrato: onore a te Dottore!

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