Gli effetti degli attacchi all’Iran, prima da parte di Israele e poi degli Stati Uniti, si sono riversati sui carburanti che hanno raggiunto prezzi alle stelle. Stando a quanto riportato da Staffetta Quotidiana, le rilevazioni effettuate venerdì scorso hanno mostrato un balzo significativo dei prezzi medi alla pompa.
PREZZI ALLE STELLE – Sempre secondo dallo studio svolto da Staffetta Quotidiana, il conflitto in Iran sta già avendo ripercussioni sul costo della benzina. La benzina self ha raggiunto una media di 1,748 euro/litro (+21 millesimi), mentre il diesel è salito a 1,670 euro/litro (+36). Ancora più alti i prezzi in modalità servito: 1,886 euro/litro per la benzina, 1,806 per il diesel. Ma in autostrada si sfondano nuovi record: in alcuni distributori la verde supera i 2,3 euro/litro, anche in modalità self si avvicina ai 2 euro.
L’associazione dei consumatori mette inoltre in guardia dal rischio di speculazioni: come accaduto durante la guerra in Ucraina, anche l’attuale crisi potrebbe essere sfruttata per gonfiare artificialmente i prezzi, anche in assenza di reali blocchi alla produzione o al commercio del greggio.
Non si è fatta attendere la replica da parte di Assopetroli, che rappresenta le imprese di distribuzione:
“In Italia, i prezzi dei carburanti sono totalmente liberalizzati da oltre dieci anni. Ogni impianto applica liberamente le proprie condizioni di mercato, stabilite in base a concorrenza, costi operativi e servizi offerti. Non esistono prezzi imposti o calmierati, né alcuna istituzione pubblica può intervenire per fissarli o limitarli”.
