lunedì, Marzo 16, 2026
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Guerra in Iran, benzina e gasolio potrebbero subire incrementi record?

L’escalation militare in Iran potrebbe trasformarsi rapidamente in un boomerang per i consumatori, con effetti immediati sul costo di benzina e gasolio. Al centro dello scenario c’è lo Stretto di Hormuz, crocevia marittimo strategico tra l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti, da cui transita una fetta decisiva del petrolio mondiale.

Se questo snodo fondamentale dovesse continuare a subire rallentamenti o blocchi, l’impatto sull’offerta di greggio sarebbe immediato. Meno petrolio in circolazione significa mercati in tensione e quotazioni in rialzo, con ripercussioni che si propagherebbero in poche ore lungo tutta la filiera energetica.

A lanciare l’allarme è Federpetroli. Il presidente Michele Marsiglia, in un’intervista a LaPresse, ha parlato apertamente del rischio che “verrà a mancare del greggio”. Dall’inizio dell’anno, complice l’aumento delle tensioni internazionali, il prezzo del barile è già cresciuto di circa dieci dollari, con ulteriori rialzi possibili a stretto giro.

Il conto finale potrebbe arrivare direttamente alla pompa: nei prossimi giorni il prezzo di benzina e diesel rischia di salire sensibilmente, con incrementi stimati fino a 30-40 centesimi al litro, aggravando ulteriormente il peso dell’energia su famiglie e imprese.

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