Guerra in Ucraina: negoziati in fase di stallo, ecco le richieste di Putin

0

L’invasione russa in terra ucraina prosegue senza sosta. L’avanzata dell’esercito invasore va a rilento, ma nonostante ciò, macinano sempre più Km verso Kiev. La popolazione ucraina si stringe attorno al proprio esercito, formando una resistenza veramente tenace che crea molte difficoltà all’avanzata russa: l’idea di Putin, probabilmente era di arrivare quasi subito alla capitale, deporre il governo e concludere in fretta questo atto bellico, ma la realtà è ben diversa.

Ad oggi le stime delle vittime sono molto incerte, vista la diversità e la varietà delle fonti da cui provengono. Le morti tra i civili cominciano ad aumentare, mentre l’Onu e la Corte internazionale di giustizia parla dei primi crimini di guerra. Entrambe le parti hanno oganizzato diversi incontri per trovare un possibile accordo di pace. Allo stesso tempo i due eserciti continuano a combattere strenuamente.

Sono tre i meeting svolti dalle delegazioni in guerra, ma non si è ancora arrivati ad una conclusione vera e propria; di certo sono stati fatti dei passi avanti da entrambe le parti, dando alla luce i primi segnali di apertura, ma per un accordo definitivo siamo ancora molto lontani. Nell’ultimo incontro, avvenuto nella giornata di ieri sono stati raggiunti alcuni accordi sulla questione dei “corridoi umanitari” per consetire la fuga dei cittadini ucraini nelle città più colpite da questo conflitto: Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol.  SkyTg24 riporta come il governo di Mosca si ritienga ancora insoddisfatto da questi incontri, visto che il presidente della Federazione Russa ha chiarito quali sono i 4 punti per porre fine al conflitto:

  • la cessazione di qualsiasi atto bellicoso da parte dell’esercito ucraino
  • cambiamento dell’attuale costituzione ucraina, modificata nel 2019 dall’attuale presidente Zelensky, in cui è indicatoa come obiettivo futuro l’entrata nella Nato. Questo per Putin è inacettabile e vuole la neturalità da parte del paese vicino.
  • riconoscimento della Crimea come territorio russo; questa penisola fu integrata come parte del territorio della Federazione nel 2014, tramite una rapida azione militare e l’istituzione di un referendum, giudicato dal governo ucraino e dal mondo come illegittimo
  • riconoscimento dell’indipendeza delle Repubbliche separatiste di Doneck e Lugansk; entrambe sono due porzioni di territorio della regione orientale del Donbass; sempre nel 2014, dopo la crisi di Crimea, i ribelli filo-russi di queste due province insorsero, dichiarando la propria indipendenza dal governo centrale ucraino. Quest’ultimo, differentemente dalla Crimea,  non ha mai accettato tale situazione, conducendo una guerra contro queste fazioni di separatisti, che è durata per circa 8 anni(la guerra del Donbass), prima della recente invasione .

Allo stesso tempo, il governo di Zelensky ha dichiarato che tali condizioni sono inaccettabili. Intato le parti si dovranno reincontrare per la prossima settimana, probabilmente sempre in Bielorussia, per andare avanti nelle trattative di pace. Neanche in questi tipi di incontri sembrano cessare le violenze: sembra proprio che un membro del team ucraino, presente al primo incontro, Denys Kireev, è morto durante un tentativo di arresto. Questo perchè è stato accusato di alto tradimento.