Guerra per i diritti TV in Serie A

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Aurelio De Laurentiis, patron dell'SSC Napoli. (Fonte foto: Flickr)

Si prospetta una vera e propria guerra quella per i diritti TV del campionato di Serie A. I presidenti della Lega Calcio hanno idee diverse e proprio per questa ragione raggiungere un accordo non sarà affatto facile. La Repubblica ha descritto la situazione che si è venuta a creare nel campionato italiano di calcio, ormai si è pronti per un nuovo scontro politico legato alla gestione dei diritti televisivi.

I diritti Tv, come è ben risaputo, rappresentano la maggioranza dei ricavi della Serie A. Attualmente è vigente l’accordo con DAZN (2021-2014) per una cifra totale di 927 milioni di euro. La lega serie A però inizia a guardare avanti e con la paura di non riuscire a stipulare un nuovo accordo vantaggioso, pensa di creare un canale ufficiale della Lega Serie A. Rinunciando così ai soldi delle emittenti televisive e offrendo un servizio diretto ai telespettatori.

Per riuscire ad arrivare a questa soluzione ci sarebbe bisogno di investitori che probabilmente potrebbero essere Carlyle e Searchlight Capital. Questi ultimi sono due fondi di investimento statunitensi che sarebbero pronti ad offrire 2 miliardi di euro. Già diversi presidenti della Serie A sono contrari a questa soluzione, tra questi c’è Aurelio De Laurentiis.

Il patron partenopeo è sulla stessa scia di Joe Barone e Claudio Lotito, rispettivamente presidenti di Fiorentina e Lazio. La Repubblica spiega, in questo modo, il perché del “no” di questi presidenti: “Chi investe vuole almeno il potere di nominare un amministratore in Lega, seppur da una rosa di nomi fornita dai club. Per molti presidenti del calcio italiano questo vuol dire perdere potere“.

Pronta dunque, con ogni probabilità, una nuova spaccatura all’interno dei presidenti dei vari club della Lega Serie A. Il 2024 non è poi così lontano e si spera di trovare una soluzione che accontenti tutti, sopratutto i telespettatori.