Guerra Russia-Ucraina: Cosa accade per l’Italia e gli Italiani?

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Il conflitto tra Russia e Ucraina ha trasportato tutti i cittadini europei, e non solo, in uno scenario del tutto inimmaginabile, giacché si pensava che la guerra in Europa fosse solo un brutto ricordo. Gli ideali di Putin, però, stanno scombussolando la nostra vita, soprattutto quando guardiamo sui social le tragiche immagini di distruzione che arrivano da Kyev, Odessa, Dnipro e Kharkiv.

Gli stati membri dell’UE e gli Stati Uniti  per ora hanno risposto alle armi russe con varie sanzioni volte a tagliare le gambe del paese con capitale Mosca. L’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito SWIFT e fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi. Ma in caso di conflitto armato cosa potrebbe accadere? L’Italia sarebbe costretta a prendervi parte?

Ricordiamo che l’Italia ripudia ogni forma di guerra, questo principio è sancito nell’art.11 della Costituzione, ma nel caso in cui il suolo Italiano venisse attaccato, la penisola potrebbe essere costretta ad entrare nel conflitto armato in quanto secondo l’art. 52 comma 1 della Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

In caso di entrata in guerra dell’Italia sono chiamati alle armi, in primis, tutto il personale dei corpi delle Forze armate (Esercito, Marina ed Aeronautica) e delle Forze di Polizia a ordinamento militare (Carabinieri e Guardia di Finanza). Ma se ci dovesse essere necessità di personale, il Consiglio dei ministri può deliberare a favore del ripristino dell’obbligo del servizio di leva.

Il servizio di leva dal 2005 è volontario, ma nel caso in cui fosse obbligatorio, il militare potrebbe rifiutare la chiamata alle armi solo se si trova in uno stato di salute di grave malattia o di gravidanza. Finiamo col dire che, ad oggi, i nostri confini non sono stati minacciati e quindi quelle fatte, sono soltanto considerazioni o ipotesi.