Guida a Qatar 2022, Girone A: esordio assoluto dei padroni di casa e ritorno dell’Olanda

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Almoez Ali esulta con i compagni dopo il gol segnato contro gli Emirati Arabi Uniti nella semifinale della Coppa d'Asia 2019. fonte: Wikipedia

Mancano 4 giorni all’inizio di uno dei mondiali più discussi di sempre. Oltre al fatto di essere il primo ad essere giocato durante il periodo invernale (fatto che è stato contestato da calciatori, allenatori e club di tutto il mondo) interrompendo diversi campionati nazionali, si stima che circa 6500 operai siano morti nella costruzione di stadi ed infrastrutture, come riferisce il “The Guardian”. Per non parlare dei limiti imposti dalle autorità qatariote, in riferimento ad alcolici o all’omosessualità. Diversi i tentativi di boicotaggio da parte di alcune personalità (come Dua Lipa) o di nazionali, ma nessun gesto estremo. Alla fine la Coppa del Mondo si gioca, domenica alle ore 17.00 italiane e ad inaugurare l’evento ci saranno i padroni di casa del Qatar contro l’Ecuador.

Proprio per la nazionale ospitante si tratta della loro storica prima volta ad un mondiale. Sebben il campionato locale abbia ancora alcune carenze di giocatori di livello e di tifosi, la Federazione ha investito molto in questo decennio, per farsi trovare pronta al grande appuntamento. In primis con la nascita dell’Aspire Accademy, il quale seleziona giovani talenti nei paesi in via di sviluppo per dare una possibilità di accedere al calcio professionistico (cercandoli anche di naturalizzarli). Proprio da qui provengono i migliori giocatori della nazionale: la punta Almoez Ali e Saad Al Sheeb, rispettivamente miglior giocatore (e capocannoniere) e miglior portiere della Coppa d’Asia 2019, vinta proprio dalla nazionale mediorientale. I qatarioti che non avevano mai superato i quarti di finale di tale competizione, ma grazie al lavoro di Felix Sanchez (molto acclamato in Qatar) che va avanti del 2017, hanno dominato la coppa con ben 18 goal fatti e solamente 1 subito, nonostante la presenza di Giappone, Corea del Sud o Iran. Il lavoro è continuato negli anni successivi, visto che la nazionale è stata invitata a disputare diverse competizioni come la Copa America, la Gold Cup o la Coppa Araba, tutte giocate con discreti risultati (in estate hanno partecipato ad una tournée estiva in Italia giocando contro Lazio e Fiorentina, pareggiando 0-0 e battendo l’Udinese 2-1). Sanchez schiera i suoi con un 5-3-2, che all’occorrenza si trasforma in un 3-5-2, con la coppia d’attacco formata dal sopracitato Ali (il miglior giocatore della nazionale) e Akram Afif, che è stato il primo qatariota a giocare in Liga con il Gijon (seppur non un’esperienza indimenticabile), ma cresciuto molto sotto la gestione Xavi all’Al-Sadd. I limiti tecnici ci sono ancora, ma la grande coesione di questa squadra e il lungo lavoro tattico fatto fino ad ora, può fare la differenza. Inoltre le statistiche sono quasi tutte a loro favore: chi ha ospitato il mondiale ha quasi sempre superato il girone (eccezion fatta per il Sudafrica nel 2010): occhio ai padroni di casa.

L’altra squadra che aprirà il mondiale è l’Ecuador: per mesi si è parlato di questa nazionale, che poteva essere esclusa per il caso Castillo (nemmeno convocato). Il sudamericani sono alla loro seconda partecipazione consecutiva, riuscendo a qualificarsi con il quarto posto nel difficile girone del loro Continente. Questo è avvenuto grazie ai talentuosi difensori come Piero Hincapié del Leverkusen o l’ex terzino del Villareal Pervis Esupiñán con cui ha vinto l’EL. A centrocampo spazio al giovane Moises Caicedo, che sta rendendo al massimo sotto la guida di De Zerbi al Brighton, mentre in attacco c’è l’esperto Enner Valencia,  ormai 33enne continua a segnare anche in Turchia, spesso in coppia con Michael Estrada, militante nel Cruz Azul in messico e capocannoniere (6 reti e 2 assist) della sua nazionale nelle qualificazioni CONMEBOL. La nazionale è sotto la guida tecnica di Gustavo Alfaro dal 2020: con lui gli ecuadoregni sono arrivati ai quarti nella Copa America del 2021 (eliminati 3-0 dall’Argentina) senza mai vincere (bilancio di 3 pareggi e 2 sconfitte). É una nazionale che vive di momenti, e chissà che quello al mondiale non sia quello giusto.

Il Senegal è la squadra africana di questo girone. Fresca vincitrice della Coppa D’Africa del 2021 grazie alla vittoria ai rigori contro l’Egitto. Stesso avversario, stessa modalità che ha visto trionfare  I Leoni della Teranga nel playoff africano per accedere ai mondiali. Questa squadra è una delle migliori del suo continente, vista la sua qualità: Koulibaly, il portiere Mendy, Dia o Idrissa Gueye. Manè è stato convocato, ma molto dipenderà se riuscirà a recuperare e se sarà in grado di giocare, mentre l’altro giocatore del Bayern Bouna Sarr , importante calciatore del Senegal salterà il mondiale per un infortunio al ginocchio. Esclusi per scelta tecnica l’ex Lazio Keità e il torinese Demba Seck. Una rosa formata da tutti i giocatori che militano in Europa. C’è un problema: oltre all’incertezza di Sadio, gli altri titolari di questa nazionale non stavano vivendo un grande momento nei loro club. Lo stesso Koulibaly non viene da una buona stagione al Chelsea così come per i centrocampisti Gueye, Mendy, Matar Sarr o altri difensori importanti del calibro di Diallo o Sabaly: hanno giocato poco o reso al di sotto delle aspettative fino ad ora nelle proprie squadre di club. Si sa che nelle nazionali, soprattutto quelle più calorose come quelle africane, è un’altra storia. Il Senegal è un gruppo molto forte e unito, grazie alla guida ormai settennale di Papis Cissè, che ha riportato al mondiale i senegalesi nel 2018 dopo 12 anni (oltre ad una finale di Coppa D’Africa nel 2019 e il trionfo del 2021), venendo eliminata in maniera sfortunata ai gironi. Ora i campioni del Continente Nero hanno un’altra possibilità per arrivare alle fasi finali, certamente la loro situazione non è delle migliori.

A chiudere il girone c’è il ritorno dell’Olanda, favorita di questo girone. Gli orange sono mancati alla scorsa edizione dei mondiali, come non si erano qualificati nel 2016 agli europei. Più in particolare sono usciti da un periodo buio che era cominciato dal 2014, grazie ad una nuova generazione di calciatori: De Jong, De Light, Nathan Akè, Malacia, Noa Lang o Xavi Simons uniti al giusto mix di giocatori esperti e affermati come Depay, Luuk De Jong, Werghorst, De Vrij, Klaassen, Blind e al capitano Van Dijk. Nel mezzo ci sono diversi giocatori di buona qualità come Koopmeiners, De Roon, Dumfries o  Bergwijn. Discorso diverso per la porta visto i nomi non proprio altisonanti: Justin Bijlow  Remko Pasveer  , Andries Noppert . Basti pensare che il terzo ha fatto la riserva al Foggia in Serie B e ancora deve esordire in nazionale maggiore, o che il secondo è un 38enne portiere dell’Ajax con soli due presenze in nazionale. Sicuramente sarà Bijlow il titolare, portiere 24enne del Feneyoord, che ha dimostrato una buona affidabilità, ma divenuto titolare solo due anni fa nel suo club. Assente l’esperto Cillessen. Sulla panchina degli Orange è tornato l’immortale Van Gaal (dopo aver ottenuto il terzo posto a Brasile 2014), a seguito delle dimissioni di De Boer a causa della deludente spedizione ad Euro 2020: vedremo se l’ormai 71enne riuscirà a portare i Paesi Bassi alle glorie di un tempo.