Guida a Qatar 2022, Girone B: un gruppo tutto anglo-americano. Occhio all’Iran

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Mondiale Qatar2022

Il Girone B è formato dalle due europee brittanniche, Galles e Inghilterra e poi Iran e U.S.A.

Partendo dalla favorita del girone e non solo: gli inglesi, reduci dalla finale persa ad Euro 2020 e la retrocessione in Nations League (3 sconfitte e 3 pareggi; pesante la sconfitta per 0-4 contro l’Ungheria). Sia per questo, sia per alcune scelte tra i convocati ( soprattuto per la scelta di Maguirre e non di Tomori), la nazionale dei Tre Leoni è stata molto contestata in patria, con Southgate pronta a saltare in caso di Mondiale deludente. Gli inglesi hanno tutti i mezzi per evitare ciò: giocatori forti ed esperti come Harry Kane, Stones, Walker, Henderson, Sterling con il giusto mix di giovani campioni tipo Foden, Jude Bellingham, Declan Rice o Mason Mount. Una profondità incredibile, che permette ricambi per ogni reparto: basti pensare che il valore della rosa, complessivamente, raggiunge la straordinaria cifra di 1,499 miliardi di euro, risultando la più costosa del Mondiale. La porta rimane sempre un gradino sotto rispetto agli altri reparti in termini di qualità, come in ogni nazionale inglese che si rispetto. Quest’anno però, tutti e tre portieri hanno una buona affidabilità: il solito Pickford, e le sorpese di Ramsdale e Pope, che stanno ben figurando con Arsenal e Newcastle. Southgate avrà il compito difficile, ma non impossibile di fare meglio dell’ultimo mondiale 2018, ossia un quarto posto. Sarà in grado di riportare il secondo titolo mondiale in Inghilterra che manca dal 1966?

L’altra nazionale britannica a partecipare è il Galles, che ritorna a partecipare ad una fase finale di un mondiale dopo 64 anni (prima ed ultima volta al mondiale in Svezia del 1958). I dragoni hanno dovuto affrontare nei playoff (dopo essere arrivati 2° al girone di qualificazione, alle spalle del Belgio) prima l’Austria, battuta 2-1, e poi l’Ucraina, sconfitta per 1-0 con autogoal di Yarmolenko. L’eroe di questa splendida impresa è ovviamente Gareth Bale, ormai 33enne e fresco vincitore dell’MLS: 6 goal e 3 assist al girone di qualificazione, doppietta contro gli austriaci e propiziatore dell’ autogoal vittoria contro gli ucraini. È lui il fulcro di questa nazionale. Altro veterano di questo gruppo è Aaron Ramsey che dopo le esperienze fallimentari alla Juventus e ai Rangers, nemmeno in Francia è tornato ai suoi livelli di un tempo, ma sempre protagonista in positivo con la sua nazionale (3 goal in sei partite durante le qualificazioni). Altre conoscenze gallesi sono sicuramente Ampadu ( in forza allo Spezia, e lo scorso anno al Venezia), Ben Davies, Joe Allen, Joe Rondon del Rennes l’ex United Daniel James o il giovane terzino Neco Williams del Liverpool, In prestito al Nottingham. Ma anche alcuni volti sconosciuti. Basti pensare che 3 giocatori militano nella quarta serie inglese, la League Two: Tom Lockyer al Luton Town, Jonny Williams allo Swindon Town, Chris Gunter al Wimbledon (seppur  è il calciatore più presente nella storia della nazionale gallese con 109 presenze). Altri invece militano tra la seconda e la terza serie inglese. Insomma nel complesso una squadra molto umile, e con il suo miglior ciclo arrivato all’ultima chiamata. A guidarli dalla panchina ci sarà il solito  Robert Page. Lui che si è ritrovato per caso sulla panchina della nazionale: nel novembre del 2020 è stato chiamato a sostituire Ryan Giggs, incriminato per atti di violenza domestica. Bale & co. di risultati importanti ne hanno ottenuti in questi anni (semifinali ad euro 2016, Ottavi di finale ad euro 2020). Nonostante la recente retrocessione in Lega B in Nations League (un solo punto in sei partite), proveranno  fare un ultimo regalo ai tifosi gallesi: superare il girone.

La terza squadra del girone, vicina culturalmente alle prime due, ma distante geograficamente sono gli Stati Uniti d’America. I Yankees tornano al Mondiale dopo aver mancato clamorosamente la qualificazione quattro anni fa, a seguito della sconfitta all’ultima giornata contro il Panama. La panchina americana è stata affidata al poco esperto Gregg Berhalter, il quale ha allenato solo in patria. Con lui alla guida, la nazionale nordamericana ha ottenuto la vittoria della Concacaf Gold Cup nel 2021 e della Nations League del 2020, sconfiggendo in entrambi i casi i rivali storici del continente: il Messico. Il movimento calcistico americano è cresciuto in questi ultimi anni, visto che gli americani presentano moltissimi giovani interessanti: Joe Scally del Monchengladbach, Tim Weah del Lille, Carter-Vicker del Celtic o alcuni volti noti della Serie A come Dest o Mckennie. Il Centrocampo è una dei punti di forza: oltre al sopracitato juventino, ci sono anche il fortissimo Musah del Valencia, Tyler Adams e Aaronson titolare del Leeds United, e i preziosi diamanti grezzi Pulisic e Giovanni Reyna. In attacco mancano nomi importanti, ma sarà tutto da scoprire Jesùs Ferreira, capace di realizzare 18 goal in MLS, o si punterà sui più  “europei” Sargent o Haji Writght, in forza rispettivamente al Norwich e all’Antalyaspor. Stesso discorso per la porta: il n°1 Turner fa il secondo all’Arsenal, Horvath gioca in Championship e infine c’è Sean Johnson, 33enne ed uno dei migliori portieri del campionato americano. Come già detto, una nazionale giovane, forse fin troppo, visto che di giocatori esperti c’è ne sono ben pochi (e di esperienza fuori dagli “States” ne hanno altrettanto poca). Agli americani manca un’identità tattica, e ci sono continui cambi di formazione: nonostante i successi nelle coppe continentali, non hanno fatto un entusiasmante girone di qualificazione, arrivando terzi a pari punti col Costa Rica, sfiorando i play-off, mentre nelle amichevoli contro avversarie di altri Continenti, sono andati in difficoltà; ma si sa, i Mondiali sono un’altra storia. Per gli scommettitori sono i favoriti per il passaggio del turno come secondi.

Mentre l’Iran attraversa una delle più gravi crisi politiche al suo interno durante il periodo degli Ayatollah, l’esperto c.t. Carlos Quieroz (al suo quarto mondiale come allenatore) sta cercando di mantenere la concentrazione sulle questioni sportive. Alcuni giocatori hanno rischiato la non convocazioni, per le loro posizioni contro il regime di Ali Khamenei. Nessun calciatore è stato escluso per questo motivo, ma le tensioni permangono. Il calcio in Iran è lo sport più popolare: il campionato nazionale è uno dei migliori in Asia, e anche le strutture sono ottime. Lo stadio Azadi è il terzo per capienza al mondo, con 78.116 posti a sedere, in cui si gioca il famoso derby tra Persepolis ed Esteghal (il quale è stata allenata dall’ex-Inter Stramaccioni). I persiani sono alla loro terza qualificazione ad un mondiale consecutiva, alla loro quinta partecipazione, ma non hanno mai superato il 1°turno. Il girone di quest’anno potrebbe essere l’ideale per raggiungere per la prima volta gli ottavi di finale. Per fare ciò serviranno i goal di Taremi, bomber del Porto che segna  a raffica sia in Campionato che in Champions. L’altro attaccante di fama europea è Sardar Azmoun, ex Zenit e ora in forza al Leverkusen, il quale con i tedeschi non sta brillando a causa di diversi problemi fisici. I due centravanti non giocano in coppia, anzi vengono sempre alternati: entra uno, esce l’altro. Queiroz preferisce affiancare una delle due punte con i due esterni Ali Gholizadeh, in forza al Chernoi, e Alireza Jahanbakhsh, ex Brighton e in forza al Feyenoord. In porta c’è il gigante  Beiranvand (1,94m), entrato nel Guinnes World Record per il rilancio con le mani più lungo nella storia del calcio, ed è il primo iraniano in assoluto ad essere nominato per un premio individuale ai The Best FIFA Football Awards. Le fasce di difesa affidate ad esperienza europea: sulla mancina Moharrami della Dinamo Zagabria, mentre a destra si alternano Hajsafi e Mohammadi, entrambi all’AEK Atene.  A centrocampo spazio agli esperti Ghoddos, in forza al Brenford (anche se ha giocato solo 32′ minuti in 6 presenze in Inghilterra quest’anno), il 34 enne Vahid Amiri del Persepolis, o Ali Karimi del Kayserispor, con Saeid Ezatolahi (Vejle) e Ahmad Noorollahi (Shabab Al Ahli) pronti a subentrare o a prendersi la titolarità. Con un grande attacco di qualità,  la grande esperienza degli altri reparti (seppur meno raffinati), l’unità del gruppo che gioca insieme da anni, basteranno all’Iran per ottenere la prima storica qualificazione agli ottavi? Il girone B è avvisato: i persiani non devono essere sottovalutati.