Hong Kong: la rivolta dei venditori di polpette

0

Scontri, incendi, sommosse e feriti. E’ questo il bilancio di una notte di scontri avvenuti tra cittadini e forze dell’ordine a Hong Kong durante i festeggiamenti per il capodanno cinese.

È accaduto nel quartiere popolare di Mong Kok, noto quartiere commerciale che fu già teatro degli scontri più violenti durante gli scontri di piazza avvenuti nel 2014. L’obiettivo della polizia era di ripulire il quartiere dai venditori ambulanti, soprattutto quelli che vendono cibo. Ma la reazione è stata violenta: sono stati lanciati mattoni, bottiglie, alzate barricate con i cassoni della spazzatura, così l’operazione è finita nel caos, portando a 23 arresti e una cinquantina di feriti, tra cui 4 giornalisti che sostengono di essere stati presi a manganellate dagli agenti di polizia. Secondo quanto riferito dalla polizia, i disordini erano stati organizzati, in quanto i manifestanti (tra cui c’erano elementi radicali) avevano le auto piene di scudi e caschi: “Elementi radicali sono arrivati con armi improprie e scudi per provocare incidenti, la situazione è sfuggita al controllo e abbiamo dovuto sparare due colpi d’avvertimento”, ha detto il vicecapo del distretto di polizia di Mong Kok questa mattina.

Scontri nel quartiere di Mong Kok ad Hong Kong
Scontri nel quartiere di Mong Kok ad Hong Kong

Le tv locali hanno trasformato l’episodio in una polemica politica: su Twitter è nato subito un hashtag: #FishballRevolution. Fish ball, cioè polpette di pesce, sono uno dei cibi di strada venduti a Hong Kong e i banchetti senza licenza commerciale che li offrono erano proprio uno degli obiettivi dell’operazione. L’hashtag ricorda quello #UmbrellaRevolution dei mesi della protesta democratica del 2014, il cui simbolo erano diventati gli ombrelli gialli usati per proteggersi degli spray urticanti della polizia.