Hong Kong, possibile rinvio della legge sull’estradizione

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Protesta a Hong Kong

Il parlamento di Hong Kong potrebbe aver deciso per un rinvio sul voto in merito alla discussa legge sulle estradizioni in Cina: a comunicarlo è Bernard Chan, consigliere di alto grado della governatrice Carrie Lam, a seguito delle proteste e dei violenti scontri di mercoledì scorso tra i manifestanti e la polizia.

Chan, che riveste la carica di coordinatore esecutivo del consiglio, ha dichiarato nel corso di un’intervista al South China Morning Post che considera “impossibile la discussione della norma in questo clima di scontro. Sarebbe molto difficile. Come minimo non dovremmo inasprire l’antagonismo“.

Il progetto originale prevedeva la votazione finale sulla legge il prossimo 20 giugno, ma a causa delle numerose proteste l’aula, aggiornando la seduta, non ha avuto modo di avviare lo scorso 12 giugno l’esame in seconda lettura, indispensabile per la successiva terza lettura e il definitivo via libera. La normativa è stata oggetto di accuse e polemiche perché è stata vista come uno strumento per limitare l’autonomia dell’ex colonia e far crescere eccessivamente l’ingerenza di Pechino.