Hong Kong, Trump firma sanzioni per la Cina. Convocato ambasciatore Usa a Pechino

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Foto da whitehouse.gov
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato durante una conferenza stampa alla Casa Bianca di aver firmato una legge approvata all’unanimità dal Congresso che prevede sanzioni per i dirigenti cinesi che applicheranno le nuove regole di sicurezza repressive a Hong Kong, nonché per le banche che abbiano attività con loro.
LA LEGGE SULLA SICUREZZA NAZIONALE A HONG KONG – La controversa legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, già fortemente criticata a livello internazionale ancor prima della sua entrata in vigore lo scorso 1 luglio, prevede pene per chi sarà accusato di sovversione, secessione, terrorismo e di collusione con le forze straniere. La sua adozione è stata approvata all’unanimità dal Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il vertice dell’organo legislativo del parlamento cinese, ed è stata inserita nell’Annex III della Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong che ne regola il rapporto con Pechino.
LE ACCUSE A PECHINO – La decisione statunitense, giunta nel giorno di scadenza dei termini, è stata accompagnata da nuove accuse a Pechino ritenuto “pienamente responsabile per aver nascosto il coronavirus e averlo diffuso nel mondo“. Trump ha inoltre firmato un ordine esecutivo che mette fine al trattamento preferenziale per Hong Kong dopo la stretta cinese, annunciando al contempo di aver persuaso molti Paesi, tra cui la Gran Bretagna citata come esempio, a non utilizzare Huawei.
PROGETTO IMMIGRAZIONE – Tra i progetti della Casa Bianca è incluso anche un provvedimento sull’immigrazione, come confermato dal presidente dopo diversi attacchi al suo rivale alle presidenziali Joe Biden, accusato di volere il welfare per gli immigrati clandestini e un’amnistia di massa. Trump ha precisato che il provvedimento sarà finalizzato a un’immigrazione basata sul merito, sulla scia della recente decisione della Corte Suprema che ha respinto il tentativo del suo governo di cancellare il Daca, il programma che tutela gli immigrati arrivati da minorenni al seguito di genitori clandestini (cd. Dreamer) .
GELO TRA TRUMP E XI JINPING –Non ho intenzione di parlare con Xi“, ha dichiarato il presidente Usa riferendosi al suo omologo cinese Xi Jinping: “Non comunichiamo da molto tempo e non ho intenzione di parlarci“. Trump ha aggiunto che alla luce dei recenti avvenimenti vede “in modo molto differente” l’accordo commerciale con Pechino.
CINA CONVOCA AMBASCIATORE USA – La reazione cinese non si fa attendere: il gigante asiatico ha infatti convocato l’ambasciatore USA nella Capitale, come riporta il Ministero degli Esteri del Celeste Impero che ha espresso in una nota il suo disappunto per la decisione dall’amministrazione americana, assicurando contromisure: “al fine di tutelare i suoi interessi legittimi, la Cina prenderà la necessaria risposta alle errate azioni Usa, incluse le sanzioni contro entità e singoli americani“.