I curdi alla Rai: no al silenzio stampa

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«Questa non è la vera informazione, questo non è un servizio pubblico». Sono queste le parole che gli attivisti della Lambretta e alcuni membri della comunità curda hanno urlato nei megafoni davanti alla sede di Milano della Rai. Le loro voci all’unisono chiedono limpidezza, onestà e chiarimento per una Turchia che sembra essere avvolta dalla foschia.

I manifestanti hanno scavalcato i tornelli e sono arrivati nell’atrio, intanto continuano a gridare giustizia: si sono riuniti alla Rai per protestare non solo contro la pulizia etnica che Erdogan sta compiendo a danno della comunità dei curdi, ma anche per mettere fine al silenzio stampa. Negli ultimi tempi non è stato trasmesso nessun servizio che parlasse «degli omicidi politici, delle repressioni politiche»  che si stanno consumando nella patria di Erdogan. Nessun servizio parla della vera e propria pulizia etnica del popolo curdo: «le città da settimane sono coperta dal coprifuoco, non ci sono gli accessi agli ospedali, le persone sono abbandonate a se stesse, ferite e attaccate dall’esercito turco». Tutto tace e allora questi ragazzi hanno deciso di far sentire la loro voce. Per far si che le loro parole non siano facilmente dimenticate, attaccano all’albero di Natale aziendale della Rai caricature di Erdogan e foto testimoni della pulizia etnica in corso in Turchia a danno dei curdi.  Le voci dei manifestanti milanesi si accompagnano alle azioni degli attivisti romani che occupano la sede della Rai nel cuore dell’Italia.