I fiori non appassiscono – Intervista a BRAMA in occasione dell’uscita dell’album

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brama

Il 25 Novembre è uscito I fiori non appassiscono, il primo album dell’artista abruzzese BRAMA. Lo abbiamo intervistato per capire meglio questo progetto e scoprire qualche curiosità su di lui.

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  1. Ciao Pierpaolo, come stai? Complimenti per l’uscita di questo progetto!
    Ti va di presentarti brevemente ai nostri lettori? Come nasce questo EP?

    Ciao! Grazie mille! Sono Brama, vivo a Roma da sei anni e faccio musica triste. Questo EP nasce durante il covid, ero da solo in questa casa enorme a Colli Aniene perché tutti i miei coinquilini erano tornati nelle reciproche case per la quarantena ed io decisi di passarla lì, è stato un periodo molto intenso ma sono contento del frutto che ne è uscito.

  1. Come mai la scelta del nome d’arte BRAMA?
    Quando ero ragazzo disegnavo fumetti ed era la mia ‘tag’, poi è diventato il mio nome di Instagram e quando ho dovuto scegliere un nome d’arte per questo progetto mi sembrava il più coerente.
  2. Ci racconti il processo creativo del tuo EP “I fiori non appassiscono”?
    Hai pensato prima al concept oppure il titolo l’hai scelto dopo aver capito quali brani inserire nell’EP?
    Il primo pezzo che ho scritto è stato l’ultimo – appassiti – non avevo in testa un concept, avevo solo tanta fame e tanta voglia di scrivere, avevo tante idee musicali in testa che prima della quarantena non avevo la lucidità di sviscerare ed è stato molto catartico. Ho scritto di getto una serie di brani che poi ho portato agli Oribu e da lì è nata l’alchimia sonora che poi è quella che avete ascoltato.
  3. Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato durante la scrittura di questo lavoro?
    Sicuramente James Blake, i Mount kimbie, Apparat, Floating points.
  4. L’ultimo brano, “Appassiti”, è la chiusura di un cerchio e anche di una relazione, sembra contrapporsi alla traccia “I fiori non appassiscono”, parla di una consapevolezza o di una speranza che non vuole morire?
    E’ lasciato volontariamente un po’ aperto, in realtà è un gioco che ho fatto spesso nei testi – chiedere l’impossibile – che poi è quello che facciamo sempre nelle relazioni. Si regge tutto su questo filo magico, e mi divertiva romperlo: i fiori non appassiscono … certo che appassiscono.
  5. In “Appassiti” si sente molto quel carattere malinconico che aveva la scrittura di alcuni artisti italiani storici, penso a Tenco ad esempio; ci sono dei cantautori italiani a cui fai riferimento?
    Sicuramente tutta la scuola genovese, Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, la loro Lirica è stata di grande ispirazione per me nell’approcciarmi a scrivere in italiano, ma anche tanti poeti, Pavese, Merini ecc.
  6. Quali sono i tuoi piani per il futuro? Ci sono live in programma? Con quali artisti ti piacerebbe collaborare?

Piani per il futuro trovo faticoso farne perché la vita è violenta e li spezza sempre, sto scrivendo tanta musica nuova e spero di portarla presto live, artisti con cui collaborare non so, sicuramente per il mio percorso ed i miei ascolti sarebbe incredibile collaborare con qualcuno di estero, se devo dirne uno italiano Cosmo.

Questa la tracklist:

1. Cuori sciolti
2. I fiori non appassiscono
3. Un passo indietro
4. Colpa mia
5. Una polaroid
6. 40 giorni
7. Appassiti

Ascolta qui I fiori non appassiscono.