I Giocattoli: dove ci porta il loro “Teletrasporto” – intervista

0
Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione dall'ufficio stampa Conza Press
Lo scorso 19 giugno è uscito “Teletrasporto”, il nuovo brano de I Giocattoli. La band siciliana è composta da Duilio Scalici (voce), Ernst Mormile (chitarra), Davide Casciolo (batteria) e da Laura Maltese (voce, cori). “Teletrasporto” è un brano che descrive perfettamente il desiderio di poter stare accanto alla propria metà ogni volta che lo si desidera, per annientare le distanze, i muri, le barriere e vivere una vita insieme.
Noi, per conoscerli meglio, gli abbiamo fatto qualche domanda; buona lettura!

Ciao ragazzi, partiamo per chi non vi conosce, da un rapido accenno a come è nato il vostro progetto e da dove deriva il nome “I Giocattoli”.

Siamo tutti amici datati. Abbiamo diversi gruppi alle spalle e ci conoscevamo già da prima anche in ambito musicale. I Giocattoli però nascono per puro caso. Inizialmente come gruppo per divertirsi, suonando cover in maniera del tutto discutibile. Poi con “Sulla Neve” abbiamo capito che il progetto piaceva e ci siamo messi sotto per continuare a comporre musica inedita.
Il nome è stato scelto perché ci piaceva e ci piace molto il “compito” del giocattolo: educare divertendo.

Sempre per fare un tuffo nel passato, precisamente nel 2017, avete da poco festeggiato su instagram un numero non indifferente di stream per “Bill Murray” che diciamo è il brano che vi ha lanciati nel mondo dell’itpop. Cosa rappresenta per voi quel brano?

“Bill Murray” è il nostro vero inizio. Il primo singolo che ha anticipato l’uscita del nostro album di debutto “Machepretendi”. Grazie a questa canzone siamo realmente entrati nel panorama musicale italiano ed oltre tutto, tra le canzoni che abbiamo scritto, rimane fra le nostre preferite.

Ora parliamo di “Teletrasporto” il vostro ultimo singolo. Il testo evasivo punta all’esigenza di abbattere le distanza con le persone che si amano, tema molto attuale in questo momento. Come nasce il brano e -più in generale – come come vi dividete il lavoro di scrittura, produzione…?

Duilio: Solitamente concepisco io il testo accompagnandomi con la chitarra. Poi propongo le canzoni agli altri della band ed iniziamo a lavorare su quelle che piacciono di più tutti assieme. Fra queste si selezionano le migliori che poi vengono “rimodellate” assieme al produttore artistico.

Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione dall’ufficio stampa Conza Press


Sappiamo che c’è in cantiere un secondo album, che conterrà “Teletrasporto”, vi sentite cambiati dall’uscita di “Machepretendi”? Quali elementi si sono aggiunti al vostro bagaglio musicale?

Semplicemente è un disco nato in un periodo differente da “Machepretendi”. Siamo sempre noi ma forse più intimi e riflessivi. Abbiamo vissuto un periodo differente rispetto a quello del primo disco. E l’esperienza di vita molto spesso influisce nella musica.

Quali sono le vostre influenze?

Ognuno di noi viene da generi musicali differenti. Ma sicuramente ci accomunano il cantautorato italiano e la new wave tutta.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo disco?

Un disco intimo e riflessivo con sfaccettature musicalmente graffianti.