I manifestanti di Hong-King bloccano l’accesso all’aeroporto.

I partecipanti della protesta bruciano in pubblico una bandiera cinese e danneggiano la stazione della metro

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Hong Kong - 2019

Continuano le manifestazioni contro il Governo ad Hong-Kong. E’ il 13 esimo giorno di proteste, e con gli animi ancora più caldi tra manifestanti e Polizia, migliaia di giovani hanno sfilato accerchiando l’aeroporto. Nei confronti di quest’aerea grava un ordine di divieto di manifestazioni dopo che – proprio due settimane fa – gli studenti/manifestanti lo occuparono causando la soppressione di tutti i voli.

Questa domenica i manifestanti hanno occupato un centro commerciale causando seri danni alla stazione della metropolitana e minacciando di occupare completamente l’aeroporto della città. L’evento ha costretto le autorità a chiudere l’accesso alla stazione della Metropolitana dell’aeroporto ed hanno causato ritardi su alcuni voli.


Su richiesta del Governo e della autorità aeroportuale, la direzione della Metro di Hong Kong ha deciso di chiudere in via cautelare la linea diretta che collega l’aeroporto con la città. La linea è stata sospesa sin dal momento che vi sono i primi scontri in strada nei pressi di Lantau, l’isola dove sorge l’aeroporto.

La polizia inoltre ha predisposto posti di controllo degli accessi, perquisendo o ispezionando tutti i veicoli che richiedevano il passaggio verso l’aeroporto.

La soluzione che hanno trovato alcuni viaggiatori – danneggiati anche loro dalla manifestazione – è stata di raggiungere l’ultima fermata della metro per poi giungere in aeroporto a piedi dopo un tragitto di circa un’ora.

La maggior parte della protesta di domenica si è consumato all’esterno dei terminal  dato il divieto di manifestare all’interno dell’aeroporto. Nel momento in cui la Polizia ,in tenuta antisommossa, ha cercato di mettere fine alla protesta violenta, molti manifestanti si sono dispersi mentre altri hanno optato per abbandonare la zona per cui non vi sono stati gravi feriti.

Tuttavia alcuni manifestanti hanno raggiunto Tung Chung, la stazione della metro più vicina ed ancora aperta, dove i più radicali, vestiti completamente di nero e con il viso coperto hanno dato fuoco alla bandiera della Cina e danneggiato diverse infrastrutture pubbliche.