I “miracoli” di Super Mario

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Videogiochi si, videogiochi no. Le mamme che sgridano costantemente i loro figli di stare lontani dalla televisione e i ragazzi che invece amano la realtà virtuale avranno idee molto diverse tra di loro, ma questa volta a parlare sono gli scienziati.

Le teorie sul fatto che i videogames facciano bene o male o se possano influenzare o meno la mente dei più giovani sono le più svariate e di conseguenza discordanti tra di loro, ma gli scienziati del Max Planck Istitute for Human Development and Charité University Medicine St. Hedwig-Krankenhaus sembrano sicuri nell’affermare che non solo i videogiochi non sono nocivi, ma addirittura fanno bene. Ad avvalorare questa tesi dei veri esperimenti scientifici.

Precisiamo subito che lo studio non riguarda tutti i videogames, ma uno dei più “storici” e cioè il celeberrimo Super Mario. A quanto pare infatti immedesimarsi con il piccolo idraulico che salta di fungo e fungo aumenta le regioni del cervello responsabili dell’orientamento spaziale, della pianificazione strategica e della formazione mnemonica.

Gli scienziati hanno sottoposto a una risonanza magnetica degli uomini adulti che per due mesi avevano giocato almeno 30 minuti al giorno a Super Mario 64 rivelando così un aumento della materia grigia cerebrale che in un gruppo campione di uomini che non avevano usato il videogioco era assente. Quindi parola agli scienziati e mano ai joystick, i grandi classici ripagano sempre!