I retroscena dell’esonero di Sarri: feeling mai sbocciato con i senatori e rapporto precipitato con Paratici

I motivi dietro l'esonero del tecnico alla Juventus

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Maurizio Sarri. Font. foto Instagram

E’ finita senza troppi rimpianti l’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina della Juventus. Nonostante la vittoria dello scudetto, il tecnico non ha convinto la società: troppo pesante l’eliminazione in Champions e le finali perse in Coppa Italia e Supercoppa. Oltre alla crisi di risultati, però, ci sarebbero altri motivi dietro l’esonero dell’allenatore.

A fare il punto stamani su La Gazzetta dello Sport è Alfredo Pedullà, che parla di divorzio da 40 milioni lordi, soldi che comprendono anche il suo staff, dato che al momento di risoluzione non se ne parla. L’esonero costerà alla Juventus anche 2,5 milioni di euro di penale per non aver attivato l’opzione prevista per il terzo anno.

Dietro l’addio di Sarri ci sarebbe il mancato feeling con parte integrante dello spogliatoio, in particolare con Chiellini e gli altri senatori. Con Ronaldo, invece, c’è stato un rapporto di rispetto, ma nulla di più.

Il tecnico ha avuto totale intesa con Paulo Dybala, Juan Cuadrado e de Ligt e credeva di aver gestito bene anche Douglas Costa, ma il “like” del brasiliano al comunicato sull’esonero sa tanto di delusione.

Non dei migliori anche il rapporto con il direttore sportivo Paratici, deterioratosi dopo il mercato di gennaio, quando Sarri chiese un rinforzo per le corsie di difesa senza essere accontentato. Una serie di motivi, dunque, che avrebbero reso l’allontanamento inevitabile.