Iafrate, nuovo ds del Miami United:”Per De Ceglie e Zaccardo problemi di budget, arriverà un ex Fiorentina, Giovinco ha fatto una grande scelta”

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tony iafrate ds miami

In America, dal punto di vista sportivo, non esportiamo solo calciatori ma anche dirigenti. È il caso di Tony Iafrate di Sora, ex agente FIFA e ora Direttore Sportivo del Miami United. Tony ci ha rilasciato un’intervista esclusiva regalandoci anche una notizia di mercato

Un altro italiano a Miami, questa volta a svolgere il ruolo di Direttore Sportivo: Tony Iafrate, come mai questa scelta?
In Italia ho lavorato come agente FIFA ed è stato molto difficile entrare nel mondo del calcio. Ho fatto delle belle conoscenze ma non abbastanza da poter pensare a una vita in Italia perché, veramente, per entrare è molto ma molto difficile.
Da quattro anni sei a Miami: quali sono le sostanziali differenze calcistiche con l’Italia?
Le differenze calcistiche sono molteplici. Quella più grande è che soprattutto non ci sono né promozioni né retrocessioni. Anche a livello di marketing, di capienza degli stadi, di affluenza, qui è molto molto meglio che in Italia però il livello non si può neanche comparare. Senza promozioni e retrocessioni il calcio americano farà molta fatica a crescere.
Il Miami United è l’ex squadra di Adriano. Sappiamo che stai trattando De Ceglie, puoi rivelarci in esclusiva altri giocatori che stai trattando?
Sì, stiamo trattando De Ceglie anche se è un po’ complicato perché il nostro budget non è alto. Abbiamo provato a trattare anche Christian Zaccardo, ma anche qui abbiamo problemi di budget. Dovrebbe arrivare un giocatore ex Fiorentina, un centrocampista centrale (non ha voluto rivelarci il nome, nda) in prova qui, un giovane. Stiamo cercando una punta perché ne abbiamo bisogno dopo il pareggio contro il Penarol. Guardo molto al mercato italiano perché qui non c’è il limite degli stranieri. In Florida ci sono giocatori interessanti ma un occhio di riguardo ce l’ha il mercato italiano.
Il Miami ha pareggiato 2 a 2 con il Penarol: quali sono gli obiettivi futuri?
Il pareggio è stato un qualcosa di incredibile, abbiamo organizzato una partita che sembrava una gara di serie A. Calcola che la nostra Lega sarebbe una serie C americana, quindi è semiprofessionistica. Abbiamo vissuto un sogno, tecnicamente ce la siamo giocata e abbiamo pareggiato. Gli obiettivi sono quelli di crescere, di far crescere la società, di trovare magari nuovi investitori, abbiamo l’idea di aprire un settore giovanile e una squadra femminile. Ci sono obiettivi a lungo termine aspettando la MLS di Beckham dove tutti i fari saranno puntati su Miami.
Cosa ne pensi di Giovinco, che ha scelto l’America e, per questo, viene praticamente ignorato dalla Nazionale?
Giovinco ha fatto una grande scelta perché è preferibile essere una superstar a Toronto, anche a livello economico, che un giocatore normale al Parma o al Genoa o al Torino. Avrei fatto lo stesso. Purtroppo c’è ancora un pregiudizio sul campionato americano, posso anche capirlo da parte dei commissari tecnici però un giocatore deve essere valutato per quello che fa in campo. Ovviamente se lo fa in Italia ha più risalto che in America però avrebbe meritato più chance specialmente in un periodo dove il calcio italiano è molto disastrato.
Chiudiamo con uno sguardo sulla serie A: Juventus a parte, come giudichi il livello del nostro campionato?
Juventus a parte, il campionato italiano lo giudico non scadente, ma sufficiente. Alla fine ci sono belle realtà come il Napoli. L’Inter sta ritornando, così come la Roma, la Lazio sono ormai due o tre anni che è sempre lì. Purtroppo il Milan è un po’ più indietro ma con quei nuovi dirigenti credo che possa risalire la china. Per la salvezza, a parte due squadre, credo ci sia buona lotta tra Empoli, Bologna, Frosinone. Diciamo che non è un campionato affascinante come quello della Premier League ma per me resta il più difficile.