Icardi, abisso senza fine. Cosa succede se non parte entro fine mese?

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Anche lontano migliaia di kilometri, lo spettro di Mauro Icardi aleggia nella sede dell’Inter e infesta i sogni dei dirigenti costringendoli a fastidiosi mal di testa. Lui, con tutta la famiglia al seguito, è in vacanza in Giappone mentre i vertici interisti cercano una soluzione al loro problema che dura ormai da cinque mesi. Conte, d’altronde è stato chiaro: difficilmente Icardi sarà impiegato nella su Inter nel prossimo campionato. Anzi c’è di più. Il tecnico leccese non vorrebbe nemmeno incrociare il bomber di Rosario nel ritiro di Lugano il prossimo 8 luglio.

Il piano originario era riuscire a piazzare l’indisponente argentino nel più breve tempo possibile ricavando dalla sua partenza almeno 80 milioni di euro. Purtroppo la società si è vista mettere i bastoni fra le ruote proprio dal suo tesserato e dalla sua moglie-manager. Giurando fedeltà ad un club in cui nemmeno lui crede più, Icardi ha messo la società in una posizione drasticamente infelice.

Come se non bastasse, allo scadere del mese di giugno si concluderà il tempo utile per rientrare negli stringenti limiti imposti dal FPF. Una manovra che toglierà alle casse nerazzurre qualcosa come 40 milioni di euro.

Ma non è tutto. Se la proprietà proverà ad escluderlo dalle dinamiche del club, relegandolo in panchina fino alla risoluzione del suo contratto, l’entourage di Icardi ha già promesso mirate azioni legali per mobbing ai suoi danni.

Siamo sicuri che fino all’ultimo la società si attiverà affinchè una soluzione sia trovata a questo enorme baillame. Icardi, ogni giorno che passa, sembra perdere appeal sul mercato. In tanti hanno provato a sondare il terreno in queste settimane ma ora tutti sembrano essersi dileguati. Tutti ad eccezione di quella Juventus che però adesso non si aspetta più un semplice scambio alla pari con Dybala.