Il boss Michele Zagaria cacciato dal secondo carcere dopo pochi mesi

Il boss Zagaria è ingestibile: dopo pochi mesi cacciato dall'ennesimo penitenziario a seguito di intimidazioni, aggressioni e invettive contro gli addetti del carcere.

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Fonte Wikipedia

Il boss Michele Zagaria ha un rapporto molto complicato con i penitenziari. Questa volta deve aver esagerato poiché il carcere de L’Aquila ha ben pensato di cacciarlo dopo pochi mesi di reclusione; in meno di due anni il boss è stato trasferito tre volte.

Dal carcere abruzzese è stato trasferito al penitenziario di massima sicurezza a Tolmezzo. Invettive, aggressioni agli agenti, minacce agli psichiatri: Zagaria non si è fatto mancare nulla. L’ultimo episodio risale a quindici giorni fa con le accuse ai pm Maurizio Giordano e Catello Maresca: «Ho ricevuto pressioni da agenti che mi chiedevano di ricucire lo strappo con Maresca».

Non è tutto, perché prima di passare al penitenziario abruzzese, Zagaria distrusse le telecamere della cella di Opera e in due mesi minacciò undici volte gli agenti penitenziari, gli psichiatri e lo stesso direttore del carcere. Secondo quanto reso noto, il 18 maggio disse allo psichiatra: «Il direttore lo paragono a una busta dell’immondizia e io l’immondizia la butto fuori»; successivamente si rivolse agli psichiatri: «Come hanno fatto mettere a me la busta in testa, così io posso farla mettere a loro». Inoltre più volte intimidì gli agenti dichiarando: «Se quel rapporto esce io prendo 15 giorni di isolamento quindi… strappate il foglio»

L’episodio più eclatante risale al 16 novembre 2017 quando durante il collegamento con il tribunale di Napoli afferrò il filo del telefono e mimò il gesto dell’impiccagione. Tre giorni dopo, si disse «vittima dei pentiti e della politica che è più sporca della malavita. Al 41 bis vivo in condizioni disumane».