Il Coronavirus ci rovina le vacanze, turismo rallentato e spiagge contingentate

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Fonte Wikimedia Commons

L’estate si avvicina ad ampie falcate e con l’aumento delle temperature e l’allungarsi delle ore di luce è sempre più difficile non cedere al desiderio di godersi un po’ di sana vacanza. Quest’anno però l’emergenza Covid renderà quanto meno inusuale anche la più semplice tintarella impedendo di fatto ai vacanzieri di rinunciare alle norme di sicurezza per evitare ulteriori contagi. Non sono mancati fantasiosi studi per tentare di “isolare” gli spazi sotto agli ombrelloni e limitare il contatto tra gruppi sociali diversi.

In Italia ben il 13% dell’intero PIL è garantito dal settore alberghiero e del turismo. Più di quattro milioni di italiani lavorano nel settore ritenuto uno dei più importanti dell’intero bilancio economico nazionale. Va da sè che vedere drasticamente diminuite o del tutto azzerata ogni entrata nel reparto ricettivo alberghiero, della ristorazione e della cultura rappresenterà un danno incalcolabile al già fragile sistema finanziario tricolore. Si stima che le perdite a cui andremo irrimediabilmente incontro potranno arrivare a sfiorare anche i 70 miliardi di euro. Nel solo ponte di Pasqua i mancati ricavi sono arrivati a oltre trecento milioni. Ecco perchè pensare a misure atte al sostentamento del settore appare come sempre più necessario per prevenire la definitiva chiusura delle migliaia di strutture ricettive sparse ovunque nello “Stivale”.

A spiegare meglio il fenomeno ci ha pensato la sottosegretaria PD al Turismo Lorenza Bonaccorsi che, in un’intervista all’Avvenire, dichiara: “Il governo, le Regioni e gli enti locali hanno bisogno di indicazioni scientifiche ma contemporaneamente dobbiamo dare il tempo agli imprenditori di organizzarsi e avere un minimo di prospettiva”. A sostegno delle imprese si era pensato ad una sorta di “buono vacanza”. Anche su questo la Bonaccorsi tenta di spiegare così: “E’ una delle misure che ci viene chiesta dalle associazioni di categoria, ma anche dalla conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo capire come attuarla, ci stiamo lavorando. È un bonus che potrà essere speso o detratto… dobbiamo capirlo. Si parla assolutamente di turismo ‘domestico’, in Italia”. Una misura, dunque, per tutti quegli italiani che decideranno di non andare all’estero quest’estate e passare le loro vacanze all’interno dei confini nazionali.

A chiarire il significato delle vacanze che da qui a qualche settimana vivremo ci ha pensato il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, parlando di ferie “consapevoli e contingentate”. “Sarà un’estate piuttosto difficile. Dobbiamo saperlo e prepararci. Anche per viverla al meglio. Ricordiamo che andare al mare significa innanzitutto spostarsi di regione, vuol dire andare ad appesantire in altri territori la capacità ricettiva ospedaliera, essere trasportatori del virus da un posto all’altro“.

Insomma, ci aspetta un periodo difficile e la paura del contagio ci accompagnerà fin sulla battigia. “E’ chiaro che le spiagge di Rimini anni ’80 non le potremmo vedere. Bisognerà garantire lo spazio – continua Pregliasco – Nelle spiagge piccole sarà difficile. L’idea delle barriere sulla spiaggia, plexiglass o meno è un controsenso all’aperto, ma va garantito il distanziamento anche sulla spiaggia. Le spiagge libere dovranno essere controllate. Contingentamento, distanziamento sociale anche in spiaggia, spazi di distanza fra ombrelloni, percorsi dedicati, attenzione al lavaggio delle mani con presidi per la detersione. Dovremmo avere anche la mascherina a portata di mano, per usarla ad esempio se vogliamo andare al bar“.