Il Covid-19 sta diventando una malattia endemica: contagi in impennata ma rischi minori

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Covid-19, fonte google contrassegnate per essere riutilizzate
Covid-19, fonte google contrassegnate per essere riutilizzate

La fine dell’anno 2021 si sta caratterizzando per un’impennata di contagi da Covid-19 in tutto il mondo: dagli Stati Uniti all’Europa in molti paesi i contagi giornalieri stanno raggiungendo record mai registratisi prima, ma, per fortuna, grazie alle vaccinazioni i ricoveri e i decessi restano contenuti seppur da tenere sotto controllo. L’ultima variante, quella Omicron, secondo gli studi di alcuni scienziati inglesi sarebbe proprio l’ultima.

In Italia ieri si sono registrati oltre 78 mila contagi, in Spagna 98 mila, nel Regno Unito ben più di 120 mila e in Francia più di 200 mila. Numeri, come già detto, mai raggiunti prima neanche durante i mesi più bui della pandemia e che, attualmente, sono destinati a crescere ancora. Questo netto incremento dei contagi, tuttavia, fa ben sperare proprio perché in un certo senso tutta la popolazione mondiale si sta “abituando” al virus proprio perché sta perdendo potere declassandosi a malattia endemica.

Se per la variante Delta c’era più pessimismo, adesso, gli studi sulla variante Omicron dimostrano il contrario. Secondo Julian Tang, professore di Scienze respiratorie dell’Università di Leicester, la popolazione mondiale di sta adattando a questa variante che produce sintomi più benigni: “Penso che il virus si evolverà molto presto dal ceppo pandemico e diventerà più mite e più trasmissibile”.

In Italia in questi giorni è corsa alla terza dose: le persone si sono riversate in massa presso gli hub vaccinali per completare il processo di vaccinazione e ricevere la cosiddetta dose booster, indispensabile per restare protetti e minimizzare i rischi da contagio, visto che, dopo le feste, si pronostica un aumento dei contagi e anche qualche restrizione per le regioni più colpite.

In altre parole, il Covid secondo gli esperti inglesi sta diventando come un’influenza e questo potrebbe portare alla necessità di provvedere a un richiamo praticamente ogni anno al fine di ripristinare l’immunità che altrimenti svanirebbe.