giovedì, Luglio 25, 2024
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Il Covid e la Cina, a volte ‘ritornano’ …

Dal 2019 il Coronavirus è ufficialmente entrato nella nostra quotidianità e, certamente, non è ancora uscito; chissà quando accadrà, chissà se. Non è colpa di nessuno, forse doveva succedere prima o poi. La globalizzazione ha tanti lati positivi ma cela dei pericoli che attendono a manifestarsi, come un vulcano che dorme o una miccia che indugia nel prendere fuoco.

Nonostante gli enormi passi avanti, dovuti in gran parte alla vaccinazione di massa che ha abbracciato l’intero mondo occidentale, esistono ancora delle realtà dove il tempo sembra non essere passato. Una di queste è proprio la Cina, una dittatura i cui primi momenti cruciali relativi alla pandemia sono stati ben raccontati da Fang Fang nel libro Wuhan – Diari da una città chiusa.

In ambito sanitario, politico in generale, la Cina ha fallito. Il Dragone è collassato e non ha retto l’emergenza. Si è passati da misure estremamente restrittive, in barba ai diritti e alle libertà individuali (qui sì che le manifestazioni avevano senso, non come i nostri no-vax e le loro sfilate carnevalesche di cattivissimo gusto), ad allentamenti che, a distanza di tempo, si sono dovuti per forza attuare. Le manifestazioni spontanee dei cittadini, a prescindere dalle richieste avanzate, sono state sempre soppresse.

Eppure adesso si è ritornati al punto di partenza. Se già in Europa la situazione covid sta tornando a pesare sulla salute collettiva, contaminata anche dalle varie influenze stagionali, in Cina si è registrata una ripresa violentissima dei contagi. I loro vaccini (Sinopharm, Sinovac) si sono rivelati di gran lunga meno efficaci rispetto a quelli mRna, la campagna vaccinale non è stata funzionale e partecipata. La società di ricerca britannica Airfinity, citata dal Guardian, stima che ci sono 9000 morti al giorno. Il Governo tace sui numeri.

Oggi il nuovo pericolo è la variante Gryphon, considerata “la più elusiva della pandemia”, e arriva dalla Cina. In Italia la situazione pare essere sottocontrollo. Nonostante le rassicurazioni da parte del Governo e del mondo sanitario, si percepisce grande preoccupazione. Sembra quasi che questi anni abbiano temprato la popolazione, ci sentiamo più consapevoli, colti e informati rispetto ai sistemi del contagio, e scegliamo di nostra volontà se indossare le mascherine, se frequentare luoghi affollati o se ignorare tutto, come se alla fine i morti non ci fossero, d’altronde “è solo un raffreddore”.

Il nostro Governo sta attuando provvedimenti restrittivi per i passeggeri che vengono dalla Cina sottoponendoli al tampone ed, eventualmente, alla quarantena. Fa specie sentire il governo cinese – il portavoce del ministro degli Esteri – che si indigna per le misure adottate in molti aeroporti americani ed europei, quando proprio la Cina, non molto tempo fa, obbligava a chi arrivava la quarantena obbligatoria, impiegando anche braccialetti elettronici con GPS. Tuttora, per chi arriva in Cina è prevista una quarantena di qualche giorno, con costi a carico del passeggero. [fonte: viaggiaresicuri.it]

Il mondo si è rivoltato e il tempo è fermo. A prescindere dalle varianti, dalle stagioni che si susseguono, dal sole e dal caldo che portano salute, la strada per la stabilizzazione, per la vera e piena ‘normalità’, è lunga. Questa convivenza forzata ci attanaglierà ancora per molto.

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