Il curioso caso di Emiliano Viviano: “Gioco contro la mia fede”

0

Emiliano Viviano, portiere titolare della Sampdoria attualmente, non usa mezzi termini e non si nasconde dietro ad un dito, ma dichiara apertamente: “Come tutti sanno io tifo per la Fiorentina, ora sono costretto a giocarci contro. Cosa farò? Farò il professionista per 90 minuti, ma subito dopo la gara tornerò a tifare viola”.
Un amore viscerale quello che lega il portiere blucerchiato alla società dei Della Valle, nella quale ha militato non molti anni fa, vivendo anche la bella esperienza in Champions tra i pali. Una fede ed in quanto tale “è difficile cambiarla” dichiara il giocatore stesso, il quale però è al tempo stesso croce e delizia della Fiorentina, poiché nelle ultime cinque occasioni in cui Viviano si è trovato a presiedere tra i pali della squadra avversaria ai viola, questi ultimi hanno perso 4 volte su 5. Un risultato che sarà oggetto di speculazione per i più scaramantici, ma che poco ha a che vedere con il discorso passione-professionalità, un mix che deve tenere bene a bada il numero due della Samp, per non perdere mai di vista l’obiettivo principale, cioè vincere, anche quando si è costretti a combattere contro il proprio amore.
È di amore vero e puro quello di cui stiamo parlando, quello di un ragazzino cresciuto sugli spalti dello stadio di Firenze, il quale si è trovato poi, quasi come volontà del fato, a doverci giocare più e più volte in quello stadio, a favore o contro della padrona di casa. Viviana ha addirittura dato il nome Viola a sua figlia ed ha tatuato il logo della Fiorentina sul petto, altri dati che ci danno la misura di quanto sia forte il sentimento, ma in campo non esistono sentimenti: è questo il messaggio che vuole far trapelare dalle sue parole il portiere durante l’intervista. Staremo a vedere se sarà davvero in grado di ostacolare la Fiorentina in tutti i modi nel bel mezzo della sua corsa al titolo, agevolando in questo modo l’Inter di Mancini, dimostrando quindi grande serietà e professionalità, oltre che amor proprio e nei confronti della società con cui è tesserato.