Il giornalista Franco Di Mare incontra gli studenti dell’Università di Salerno: “Coltivate le vostre vocazioni, è l’unica strada che conta”

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Franco Di Mare, noto giornalista, scrittore e conduttore Rai, ha incontrato ieri pomeriggio gli studenti dell‘Università degli Studi di Salerno e la stampa locale in occasione del ciclo di appuntamenti con personalità del mondo dello spettacolo targati DLiveMedia e organizzati dal DAVIMUS – Corso di laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo.

Nel corso dell’incontro-dibattito dal titolo “Frontiere”, il giornalista ha raccontato aneddoti e storie del suo vissuto accompagnate da riflessioni su temi importanti come la guerra, la tecnologia, i media, l’immigrazione.

Fin da bambino sognavo di diventare un inviato di guerra – ha raccontato Di Mare – e sono stato così fortunato da riuscirci perché ci credevo e ho combattuto affinché il mio sogno diventasse realtà. La fortuna consiste nell’incontrare subito la propria vocazione e destinarsi ad essa, facendo di tutto per agevolarla”.

Il conduttore ha approfondito alcune dinamiche che caratterizzano il mondo della comunicazione e dei media, evidenziando la differenza tra “la verità e l’apparenza della verità, nonché il suo utilizzo per fini politici. Siamo già andati oltre le fake news per approdare alle ‘fake truths’, l’approssimazione del vero. Un fenomeno ancora più subdolo rispetto a quello delle false notizie, perché più difficile da “smontare”.

In tema di immigrazione, il giornalista ha osservato che “se passa l’idea che i migranti sono un pericolo, tutta la nostra azione politica sarà diretta contro quel problema, che non rappresenta tuttavia la madre di tutti i problemi; se noi facciamo in modo che lo diventi, è evidente che ciò avviene per motivi politici”.

Il conduttore ha poi evidenziato l’attitudine dei giornalisti italiani a evitare domande scomode durante le interviste. “Questo è un grande limite del giornalismo italiano: i nostri interlocutori, soprattutto quelli politici, sono ormai abituati a domande edulcorate”.

Ha preso parte all’incontro anche l’ambasciatore Cosimo Risi, che ha dialogato con Di Mare in tema di Brexit e relazioni internazionali. Il giornalista ha sottolineato “la grande confusione per uno scenario del tutto inedito e mai affrontato prima”, nonché le preoccupazioni legate alla nota questione del confine irlandese.

“I britannici si sono messi in un vicolo cieco” ha osservato Risi. “La May ha proseguito sulla strada intrapresa dal suo predecessore Cameron dando il via a una sorta di balletto con Bruxelles per ottenere delle concessioni che, tra l’altro, erano già state accordate a Cameron prima del’indizione del referendum. Dopo la triplice bocciatura del suo piano di recesso da parte della Camera dei Comuni e in vista delle prossime elezioni europee, il Regno Unito è ancora a tutti gli effetti membro dell’Unione Europea e ai sensi del diritto dovrebbe partecipare alle elezioni. Potrebbe tuttavia astenersi su base volontaria, ricorrendo così a un collaudato sotterfugio tipicamente ‘bruxellese’ “.
Risi ha inoltre osservato in merito alle imminenti elezioni che si terranno in Israele che “potrebbe esserci una svolta, ma non lo ritengo probabile”.

Non sono mancate riflessioni in tema di tecnologia e intelligenza artificiale: “Le potenzialità del digitale sono enormi e infinite, ma come per il nucleare invito a stare in guardia sull’utilizzo che se ne fa”, ha dichiarato Di Mare. “La tendenza a considerare ciò che accade e ciò che facciamo off-line come qualcosa che non è reale ma verosimile, come avviene on-line, può essere alla base di comportamenti come quello che ha portato un criminale in Nuova Zelanda a realizzare per la prima volta un vero video-game di morte”, ha osservato il giornalista, riferendosi alla strage compiuta dall’australiano Brenton Tarrant. “Le possibilità che ci riserva il futuro sono enormi, ma anche i pericoli lo sono. Tra venti anni le macchine perfette potrebbero volersi sostituire a noi umani, approssimativi e imperfetti per definizione”.

Di Mare ha infine esortato gli studenti ad impegnarsi per realizzare i propri sogni e raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati: “Coltivate le vostre vocazioni e fatelo al meglio delle vostre possibilità, perché questa è la vera e unica strada che conta”.