Il Governo Danese revoca il permesso di soggiorno ai cittadini siriani

Moltissime persone ritornare nel proprio Paese, un posto tutt’altro che sicuro

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Bonbardamenti in Siria, (foto di repertorio)

La Danimarca che ha ospitato moltissimi profughi siriani negli ultimi anni che ora ha deciso di revocare loro i permessi di soggiorno sostenendo che alcune zone del Paese siano sicure. Ricordiamo che la Siria è dilaniata da una guerra civile lunga 10 anni tutt’altro che un posto sicuro in cui tornare. Per il momento è il primo Paese europeo a prendere una decisione del genere; peraltro questa valutazione sulla sicurezza ritrovata è contestata dalla quasi totalità degli osservatori internazionali perché di fatto l’attuale Presidente della Siria, Bashar Hafiz al-Asad, è tornato a controllare gran parte del Paese. Difatti si combatte principalmente nel nord ed una delle più forti paure che ha spinto la gente a ribellarsi e poi a scappare è proprio quella per la polizia segreta comandata da Assad che è ancora lì. L’intelligence del regime è riuscita sino ad ora a far rinchiudere e a far sparire più di 100.000 persone negli ultimi 10 anni come denunciano le organizzazioni internazionali. Quindi la paura della maggior parte dei rifugiati al pensiero di tornare a casa non è tanto la guerra in sé ma il regime sotto il quale andrebbero a vivere. Come se non bastasse li dov’è passata la guerra non c’è ancora stata una ricostruzione dei servizi essenziali come l’acqua e la corrente che sono tutt’altro che scontati in un Paese dove l’inflazione galoppa al 230%.

Ma mettiamoci per un attimo nei panni di un ragazzo, magari arrivato in Europa con la sua famiglia 10 anni fa, che ha imparato la lingua, intrapreso gli studi nel Paese che lo ha ospitato e che adesso si trova davanti al prospetto di dover tornare in un luogo come quello che abbiamo descritto che del calore di casa non ha quasi più niente.

C’è però un tema che potrebbe aiutare alcuni di questi rifugiati: Copenhagen non ha rapporti diplomatici con Damasco quindi non ha modo di rimpatriare direttamente le persone. Per adesso alcuni i richiedenti di rinnovo di permesso di soggiorno a cui è stato negato sono stati messi in una sorta di centro di centro di detenzione dove pare che il trattamento offerto non sia dei migliori. Ma come se non bastasse c’è una disparità di genere perché la revoca dei permessi di soggiorno riguarda principalmente donne ed anziani perché agli uomini viene riconosciuto il rischio di essere arruolati nell’esercito siriano e quindi vengono tenuti in qualità di rifugiati. Pensate che per incoraggiare il rientro in Siria il governo danese offre a ogni persona disposta a tornare su base volontaria circa 25.000 €. Per comprendere la misura di quanto la gente sia impaurita all’idea di tornare in Siria solo 137 persone hanno accettato questa offerta nell’ultimo anno.

In Danimarca i rifugiati siriani sono circa 35.000 e la questione è diventata un groviglio da sciogliere in fretta.