Il mercato residenziale 2018 di Cremona cresce, tra luci e ombre

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I primi sei mesi dell’anno si chiudono in positivo, rispetto al 2017, ma l’analisi dei dati restituisce una situazione complessa: il primo trimestre ha registrato, infatti, pesanti cali. Così come i prezzi medi di vendita, in drastico calo rispetto all’anno passato.

 

Il mercato immobiliare di Cremona, nei primi sei mesi di quest’anno, nonostante un andamento a fasi alterne, è complessivamente in crescita. In particolare si segnala un aumento del flusso di compravendite, rispetto al primo semestre 2017, al quale, però, non corrisponde una crescita dei prezzi medi di vendita che, invece, sono ancora in contrazione.

 

Andamento altalenante, si diceva, perché ad un secondo trimestre di significativa crescita, è preceduto un periodo, quello tra gennaio e marzo 2018, di calo delle compravendite sia a livello provinciale, che a livello comunale. Il residenziale cremonese, dunque, procede ancora zoppicando, attraversando momenti di ottima crescita, a contrazioni che vanificano ogni aumento.

 

L’amministrazione comunale, comunque, forte della fiducia nella città e nella popolazione di cremonese, sta attuando numerosi progetti di miglioramento del comune, proprio per aumentare l’interesse verso le case in vendita o in affitto a Cremona, anche proveniente da fuori.

 

I primi sei mesi dell’anno.

 

Come si diceva, nei primi sei mesi dell’anno, si è registrato un aumento del numero di compravendite portate a termine a Cremona. Considerando il flusso di transazioni dell’intera provincia, si è passati dai 1.624 cambi di proprietà del primo semestre 2017, ai 1.678 del 2018 (+3,3%). Prendendo in esame il solo capoluogo di provincia, l’aumento percentuale è stato anche maggiore (+9,8%), le 386 compravendite dell’anno passato, infatti, sono cresciute in quello in corso fino a 424.

 

Primo trimestre 2018.

 

Entrando, però, nel merito dei dati trimestrali, pubblicati dall’OMI, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare, facente capo all’Agenzia delle Entrate, la situazione di Cremona appare più complessa. Nel primo trimestre, infatti, ovvero nei mesi da gennaio a marzo, il flusso di compravendite è calato, sia considerando l’intera provincia, sia limitando l’analisi al solo comune di Cremona: nel primo caso le transazioni sono scese da 768 a 743 (-3,3%); nel solo capoluogo, invece, la decrescita percentuale è stata del 7,7% (si è passati dalle 168 del 2017 alle 155 compravendite 2018).

 

Secondo trimestre 2018.

 

Di contro, il secondo trimestre 2018 (periodo da aprile a giugno), ha fatto registrare un andamento assolutamente opposto. Nell’intera provincia, le NTN (numero di transazioni normalizzate) sono cresciute del 9,6%, ovvero dalle 856 del 2017 alle 935 dell’anno in corso. Anche migliore la situazione registrata nel solo comune di Cremona, in cui l’aumento percentuale è stato addirittura del 22,8% (ovvero 269 nel 2018, contro le 219 dell’anno scorso).

 

Analisi dei rapporti OMI.

 

La conclusione che si può trarre dall’analisi di questi dati, è solo una. Ovvero che il mercato immobiliare residenziale di Cremona è ancora in una fase d’assestamento, in cui ogni minima variazione delle condizioni d’acquisto può influenzare negativamente l’andamento delle vendite. Non a caso, il comune lombardo risulta in ritardo, rispetto alla maggior parte delle province del bacino padano, nel recupero dei valori pre-crisi immobiliare.

 

Andamento dei prezzi.

 

Non migliore è la situazione che si registra per quanto riguarda l’andamento dei prezzi medi di vendita. Grazie alla comparazione dei dati messi a disposizioni da diversi portali immobiliari, come cremonacasa.it, si evince come il prezzo medio di vendita, a Cremona, sia in calo da almeno 12 mesi. In particolare, nel mese di ottobre, la decrescita è stata addirittura del -3,7%, di molto inferiore alle medie nazionale e lombarda: si è infatti passati dai 1.227 €/metro quadro del 2017 ai 1.181 del mese di ottobre 2018. Prendendo in esame il solo anno in corso, in realtà, i valori medi di acquisto sono rimasti sostanzialmente stabili. Questa stabilità, però, arriva solo dopo un calo drastico avvenuto sul finire del 2017, che, inevitabilmente, influenza fortemente il giudizio sull’andamento 2018.