Il motomondiale merita davvero questo finale?

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Lin Jarvis, amministratore delegato Yamaha, dichiara: “Questo mondiale non doveva finire così”. È questa l’idea di tutti, dai fan di Valentino Rossi a quelli di Jorge Lorenzo, i quali si ritrovano il loro beniamino accusato di aver vinto solo sulla carta, per volere di un ragazzino davvero troppo insolente quale è stato Marc Marquez. Ebbene sì, il pilota di casa Honda ha davvero fatto da ago della bilancia, in un mondiale dove lo scettro era ben saldo nelle mani di Rossi, finché l’italiano non ha deciso di denunciare ciò che stava accadendo: “Marquez mi ostacola già da qualche gara – ha dichiarato il Dottore dopo Philippe Island – vuole che vinca Lorenzo”.
Ma la direzione di gara non ha preso provvedimenti, ha permesso che lo svolgersi degli episodi di Sepang, secondo papà Graziano Rossi, per mancanza di provvediment. Dopo il danno anche la beffa, a Sepang dopo l’incidente tra il 9 volte campione del mondo italiano e Marc Marquez, la direzione di gara penalizza Rossi, facendolo partire ultimo nell’epilogo messo in scena oggi a Valencia, sbattendo le porte in faccia anche al ricorso presentato dalla scuderia Yamaha, con tanto di video che scagionavano la posizione del pilota italiano.
Allora si va a Valencia partendo da questo presupposto: Valentino deve operare il miracolo. Doveva farlo e ce l’ha fatta, partendo dalla 26esima piazza si è posizionato al quarto posto al traguardo, a ridosso del podio così composto: Lorenzo, Marquez, Pedrosa. Lo spagnolo di casa Yamaha così ha vinto il titolo, il suo quinto mondiale in carriera, con soli 5 punti di vantaggio da Valentino.
Ma è davvero questo il modo di vincere il motomondiale?
“Sono soddisfatto di questo titolo” dichiara Lorenzo ai microfoni di Sky a fine gara, ma si potrebbe discutere all’infinito su questa dichiarazione e su molte altre circolanti nelle ultime settimane da parte del campione del mondo in carica e del suo “aiutante”, potremmo dire, Marc Marquez. Quest’ultimo ha oggi dato concretezza ai dubbi di chi ancora voleva sperare nella buona fede, di chi ama questo sport ed i campioni veri, di chi ha la tachicardia ad ogni staccata fatta per vincere, ma non è questo il caso del duetto di testa lì davanti di oggi. Dopo gli ostacoli posti da Marquez a Valentino nelle scorse fare, oggi l’ostacolo l’ha posto a distanza: francobollato come una calamita al suo pezzo di ferro preferito, Marquez non ha provato nemmeno una staccata sul connazionale Yamaha nel corso dei 30 giri di gara. Sottolineando l’espressione “nemmeno una”!
L’onestà di Pedrosa messa da parte, dall’altro lato, con lo spagnolo che a metà gara a perso il contatto dai due di testa, ma con grande sportività, rischiando pure qualche cosa, è riuscito a riportarsi sotto nel finale, quasi come a voler fare giustizia su un epilogo da cancellare per molti. Da cancellare per la Honda in toto, che non ci fa sicuramente una bella figura a vedere il suo pilota ostacolare altri, compreso il compagno di paddock nel finale: unico momento in cui abbiamo visto una staccata di Marquez atta a sorpassare, quella sul compagno di squadra che ha provato a vincere fino all’ultimo. Si è svegliato Marquez con l’arrivo di Pedrosa, se n’è andato Lorenzo.

Ecco l’epilogo di un motomondiale che potremmo definire “falsato” dalle voglie, dalle preferenze di un ragazzino insolente, che ha dimostrato, oggi più che mai di non avere la caratura e l’onestà intellettuale e sportiva per poter essere un giorno, semmai dovesse essercene bisogno, un esempio da seguire.

Un mondiale da cancellare e da ricordare per Valentino Rossi. Da cancellare sicuramente per il risultato finale da dannarsi l’anima, per un Tas troppo rigido, per un pilota ineducato; da ricordare perché ancora una volta è salito sul tetto del mondo, ha confermato di essere il numero 1 indiscusso, per la rimonta che ha fatto vedere, per lo spettacolo puro e limpido che offre gara dopo gara, ancora, a 36 anni a chi ha voglia di vivere il motomondiale.

Il tappo Honda oggi, ed anche in precedenza, ha deciso così, ha deciso deliberatamente di dare una spinta a Lorenzo verso la conquista del titolo, dando una sgambettata all’altro pilota Yamaha.
Se questo dev’essere lo svolgersi delle corse motociclistiche nell’avvenire, il motomondiale non meriterebbe ancora la presenza di chi come Il Dottore ha saputo ancora una volta dimostrare che la sportività, il talento ed il coraggio possono pagare dazio contro la volontà di terzi che il titolo, non per scelta, non possono permetterselo.
Se in gara shieramento è stato fatto, c’è da dire che fuori dal circuito esiste un altro schieramento, tutto volto dalla parte di Valentino Rossi. Non è bastato il cuore!