Il film “Il Piccolo Principe” è la narrazione di un libro

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Ciò che rende il Piccolo Principe davvero speciale è la realizzazione di una linea sottile che separa i bambini dagli adulti. Nessuno di noi ricorda l’ultima volta in cui ha pensato con la testa di un bambino e non lo ricordava neanche l’aviatore, finchè non ha incontrato un piccolo bambino dai capelli biondi che ha dimostrato a tutti gli adulti del mondo che le cose che crediamo essere essenziali in realtà sono solo un frammento di quanto è realmente importante nella vita.

L’aviatore è per la bambina del film ciò che il Piccolo Principe è stato per l’aviatore, un paio di occhiali. Quando siamo piccoli non sappiamo se ciò che vediamo è reale così come lo percepiamo, sono gli adulti che ci guidano verso un modo di vedere giusto. Antoine de Saint-Exupéry nella sua opera ha invertito le carte, rendendo i bambini i veri protagonisti della storia.

Nel film “Il Piccolo Principe” ci viene mostrato un mondo in cui tutto è meccanico. Non ci sono sentimenti, solo cose da fare in ore stabilite. La pellicola sembra leggere ai propri telespettatori la storia del libro. E come se l’aviatore in realtà stesse narrando la storia a tutti i bambini del mondo. Proprio nel momento in cui la storia sembra stia per finire, arriva un colpo di scena, che viene percepito come un sogno, un sogno in cui la bambina vola verso l’asteroide in cerca del Piccolo Principe. Le vere protagoniste della storia in realtà sono le stelle, il film non ha un vero e proprio finale, esso si interrompe come se la storia avesse un seguito che a noi non è permesso guardare ma che possiamo solo immaginare!

Ci viene regalata una visione inimmaginabile. Il Signor Principe è un ragazzo che lavora e che ha dimenticato il suo passato. Prodigy lo riporta verso il suo asteroide, popolato da tantissimi baobab, la rosa ormai abbandonata è morta e il Signor Principe ritorna ad essere il piccolo bambino dai capelli biondi che crede che l’essenziale sia invisibile agli occhi.