Il Tar Campania dà ragione a De Luca: legittima l’ordinanza di divieto dello sport all’aperto

Il Tribunale amministrativo ha ritenuto legittima l'ordinanza di De Luca sullo sport all'aperto

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Sport all'aperto, fonte By Solanki.anil90 - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58467421
Sport all'aperto, fonte By Solanki.anil90 - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58467421

A differenza di quanto accade in gran parte delle regioni italiane, la Campania, in virtù di un’ordinanza del presidente De Luca, ha vietato la possibilità di fare sport all’aperto, anche individuale.

La tutela della salute è al primo posto e, per evitare comportamenti che potrebbero favorire la diffusione del Coronavirus, è vietato anche fare una avodart-dutasteride.com in solitaria.

Nonostante il virus si stia diffondendo anche in Campania, con oltre 500 contagi, c’è qualcuno che non ha gradito l’ordinanza e ha fatto ricorso al Tar. Ricorso subito respinto. I provvedimenti presi da De Luca sono legittimi: niente attività fisica né in strutture private né in parchi pubblici.

Ecco quanto si legge nella nota pubblicata dal Tribunale amministrativo regionale:

Il Tar Campania con il decreto cautelare monocratico depositato oggi, ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’ordinanza del Presidente della Regione (del 13 marzo) e del Chiarimento (del 14 marzo) che non consentono, tra l’altro, l’attività sportiva all’aperto ritenendola non compatibile con esigenze sanitarie, perché visto «il rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale» ed il fatto che i «dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania, n. 45 del 6.3.2020 … dimostrano che, nonostante le misure in precedenza adottate, i numeri di contagio sono in continua e forte crescita nella regione» va data «prevalenza alle misure approntate per la tutela della salute pubblica» e fissa la trattazione collegiale per  «la camera di consiglio del 21 aprile 2020».