venerdì, Giugno 14, 2024
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Immigrazione: cosa fare in caso di rigetto della cittadinanza italiana

Secondo l’Istat, nel nostro Paese sono stati rilasciati 449.118 permessi di soggiorno nel 2022, un valore record che non si raggiungeva da più di 10 anni. Questi numeri hanno portato a un totale di 3 milioni e 700mila cittadini non comunitari residenti in Italia alla data del 1° gennaio 2023, con le comunità più numerose che sono quella marocchina, albanese e ucraina.

Ovviamente soltanto una parte degli immigrati può richiedere la cittadinanza italiana, uno status che può essere ottenuto da chi è in possesso di determinati requisiti (residenza in Italia da almeno 10 anni, matrimonio, discendenza). Tuttavia, esistono diverse circostanze che possono provocare il rifiuto della domanda, una decisione anticipata dall’invio di un’apposita comunicazione da parte delle autorità competenti chiamata preavviso di rigetto.

Quando si riceve il preavviso di rigetto della cittadinanza italiana

Come spiegato sul sito Infoimmigrazione.com, portale web di informazione sul tema dell’immigrazione che mette a disposizione anche la consulenza legale dell’avvocato Giulia Vicari specializzata in diritto dell’immigrazione, il preavviso di rigetto della cittadinanza italiana è un atto amministrativo con il quale l’autorità di riferimento per la richiesta di cittadinanza italiana comunica all’interessato che sta procedendo al rifiuto dell’istanza.

In particolar modo, prima di rigettare la domanda l’amministrazione informa l’interessato che la domanda di cittadinanza italiana non verrà accettata, indicando le motivazioni di tale decisione all’interno dell’atto. In questo modo è possibile cercare di impedire il rigetto entro 10 giorni dal ricevimento del preavviso, analizzando le ragioni dell’amministrazione che hanno portato al rifiuto della richiesta per presentare eventuali osservazioni difensive qualora ne esistano i presupposti.

Il preavviso di rigetto può verificarsi per diverse cause che portano al rifiuto della domanda di cittadinanza italiana. Un motivo potrebbe essere il reddito insufficiente dell’interessato, cioè quando non è possibile dimostrare di aver percepito un reddito adeguato negli ultimi 3 anni dalla richiesta o nel caso in cui il valore non rispetta i parametri definiti dalla legge (il reddito minimo varia ogni anno e dipende dal numero di persone a carico).

Un’altra possibilità è il preavviso di rigetto per precedenti penali, ossia quando sono stati commessi dei reati da parte del richiedente o dei suoi familiari stretti come il coniuge o i figli. La terza possibile causa dell’avviso di rifiuto della domanda di cittadinanza italiana è un buco di residenza, ovvero quando gli accertamenti effettuati dagli organi preposti hanno evidenziato che l’interessato non ha abitato in Italia negli ultimi 10 anni, anche per un periodo di tempo limitato.

Come difendersi in caso di preavviso di rigetto della cittadinanza italiana

A seconda della motivazione allegata al preavviso di rigetto della richiesta di cittadinanza italiana è possibile decidere come procedere. In questi casi è consigliabile avvalersi del supporto di un avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione, per evitare errori che potrebbero portare a un rifiuto ingiustificato e intervenire in modo tempestivo e corretto in presenza di presupposti legittimi per farlo.

In caso di rigetto per reddito insufficiente è possibile provare a dimostrare l’idoneità del reddito, producendo la documentazione necessaria per attestare la propria capacità reddituale per il periodo di riferimento, oppure tentare di provare che l’insufficienza del reddito non è imputabile all’interessato. Altrimenti è possibile cercare altre soluzioni contemplate dalla legge, ad esempio provare a integrare il reddito con quello dei familiari per raggiungere la soglia minima prevista dalla normativa.

Quando il preavviso di rigetto è inviato per reati penali è comunque possibile cercare di difendersi, avvalendosi della consulenza di un avvocato per individuare insieme a un professionista l’eventuale esistenza di presupposti che consentono di cambiare la decisione dell’amministrazione (la valutazione è discrezionale e dipende da numerosi fattori come la gravità dei reati). In caso di buco nella residenza è possibile dimostrare di aver abitato in Italia negli ultimi 10 anni in modo continuativo, oppure spiegare i motivi per i quali si è verificata un’assenza temporanea.

Se il tentativo non offre un esito positivo e la domanda di cittadinanza italiana viene rigettata esistono ancora delle possibilità. In queste circostanze è opportuno rivolgersi comunque a un avvocato esperto in immigrazione, per controllare le ragioni del rifiuto e verificare se possono essere superati. Ad ogni modo, per evitare questo tipo di problemi conviene affidarsi subito a un professionista, per valutare fin dal principio tutti i requisiti necessari per ottenere la cittadinanza e presentare una richiesta perfettamente a norma.

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