IN100: compri, risparmiando

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in100 start up

IN100 è un’applicazione per risparmiare insieme. Giovani, pieni di idee concrete e con tanta voglia di rimanere in Italia. Un gruppo di ragazzi novaresi, grazie ad un’idea dovuta alla grandine, sta per iniziare un progetto che potrebbe cambiare la vita di tutti, rendendola meno complicata.

Si tratta di una nuova start up, chiamata IN100,  che ha come obiettivo quello di smuovere il commercio elettronico. Se tutto andrà come deve andare, potrà essere online e in piena operatività già nel periodo primaverile. In sostanza, il principio fondamentale è semplice. Infatti con l’applicazione In100 gli utenti, che l’hanno scaricata, riceveranno delle notifiche su di un oggetto o un servizio che richiedono anche loro. A cosa servono le notifiche? La novità è questa: più gente richiede quel servizio o quell’ oggetto e meno si pagherà singolarmente. Invece, di prenotare un  unico servizio o oggetto, il promotore, sapendo che il suddetto è cercato da molte persone, li contatterà. Così facendo, il prezzo che ciascuno dovrà pagare diminuirà. Il gioco è sfruttare il peso specifico della quantità.

 

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Vi starete, sicuramente, chiedendo da dove nasce l’idea. È tutta una questione metereologica. In che senso? Angelo Scipio, 30 anni, è uno dei quattro ragazzi fondatori della start up e ha avuto quest’idea mentre riparava il tetto di casa sua che era venuto giù, dopo una terribile e fortissima pioggia di grandine. Intento a riparare si è accorto che molti altri uomini facevano lo stesso gesto e ha pensato che sarebbe stato bello e conveniente poter usufruire di una piattaforma dove riunirsi per comprare le stesse cose. Si sarebbe risparmiato tanto sul costo dei materiali. Scipio ha, perciò, contattato gli altri Gabrele Cerfeda, Riccardo Banfo e Fulvio Colombo che formano la Pop srl di Novara. Nel frattempo hanno parlato e ottenuto il sostegno della Fondazione San Gaudenzio mentre la LuckySeven si è occupata dello sviluppo informatico. Tutti sono felici perchè si guadagna facendo risparmiare. Infatti i quattro novaresi dichiarano: “L’azienda ma anche i negozi, vendono il prodotto. Le persone lo comprano spendendo meno e il responsabile della trattativa si prende una percentuale sulla nostra commissione per avere effettuato la transazione”.