Carabinieri indagati per stupro a Firenze. Il generale Tullio del Sette: “Comportamento indegno, grave danno per l’Arma”

Bufera sul caso tra strumentalizzazioni, gogna mediatica e fake news

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Foto da Pixabay.com

Proseguono le indagini sul caso dei due carabinieri accusati di stupro da due studentesse americane a Firenze. La nazionalità delle due ragazze, l’appartenenza dei due indagati all’Arma, la diffusione della notizia circa l’esistenza di un’assicurazione anti-stupro: tutti elementi che contribuiscono non poco a dare una risonanza mediatica internazionale alla triste vicenda, la quale arriva quasi ad “ingolfare” le indagini investigative per via delle tante fake news, strumentalizzazioni, gogne mediatiche per l’una o l’altra delle parti coinvolte e giurie del web pronte a emettere verdetti inappellabili.

Tra le notizie trapelate finora dalle indagini in pieno svolgimento, infatti, sebbene siano stati trovati diversi riscontri al racconto delle due ragazze, inclusa la parziale ammissione dei fatti da parte dei due militari coinvolti (il secondo è stato ascoltato nei giorni scorsi e ha confermato la versione data precedentemente dal collega, ammettendo il rapporto sessuale ma non la violenza), l’attenzione generale sembra sia stata catturata più che altro da particolari secondari come quello dell’assicurazione contro lo stupro stipulata dalle ragazze, cosa che decreterebbe la malafede delle due studentesse ree di aver orchestrato tutto, nonostante questo tipo di assicurazioni riguardi ogni aspetto ed eventualità medica e sia la prassi per gli stranieri che risiedono in Italia per periodi medio-lunghi.

Tra numerose polemiche, divisioni tra colpevolisti e garantisti e notizie diffuse ad arte, l’inchiesta penale parte proprio dalle recenti ammissioni fatte dai due militari, che evidenziano quantomeno una serie di violazioni alla condotta che dovrebbero tenere due carabinieri in servizio.

Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, a seguito delle ammissioni dei due indagati ha dichiarato: “È un grande dolore vedere come basti il comportamento indegno, illegittimo e immorale di un qualche carabiniere, per oscurare il lavoro che compiono giorno e notte centomila uomini. È imperdonabile, anzitutto per noi, il grave danno che stanno facendo all’Arma. Questi fatti ci feriscono nel prestigio, gravemente“. Il generale ricorda che l’Arma nel Paese si compone di 4.600 stazioni e “il primo dovere di un carabiniere è quello di essere un cittadino esemplare, di agire nell’onestà morale, nella piena legalità. Se non lo fa, tradisce una scelta di servizio“. Il comando generale dell’Arma ha sospeso dal servizio in via precauzionale entrambi i carabinieri.

Sulla vicenda è intervenuta anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, la quale ha dichiarato: “Sono state fatte cose gravissime contro regole ed etica dei carabinieri. Non ci sono attenuanti.” Il ministro ha poi proseguito: “La sospensione si preannuncia come il primo dei provvedimenti presi, ma ritengo si debba andare oltre”.

Le inchieste portate avanti sono tre: una disciplinare interna, una della procura di Firenze e un’altra della procura militare di Roma.