Inferno azzurro: Dopo il 2006 solo dolore

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Nazionale italia stemma
Fonte: Flickr

Quello che stanno vivendo gli sportivi italiani in questo momento è puro dolore. Un’altra sconfitta fatale ci condanna a guardare i mondiali 2022 da semplici spettatori passivi. Ieri sera l’Italia del Ct. Mancini è uscita sconfitta, dallo stadio Renzo Barbera di Palermo, contro la Macedonia del Nord a causa di un goal di Trajkovski al 92′. Un goal che manda i Macedoni allo spareggio finale contro il Portogallo, ma d’altra parte, un goal che porta, per la seconda volta consecutiva, l’Italia fuori dal mondiale.

Dopo la vittoria di Euro2020 c’era tanta positività nell’aria, c’era tanta speranza di vedere l’Italia giocare un mondiale da protagonista. Invece tra l’incredulità di tutti gli italiani, accade che, dopo aver buttato all’aria il pass di prima nel girone delle qualificazioni al mondiale, a causa dei pareggi con Bulgaria, Svizzera e Irlanda del Nord, siamo completamente fuori dai giochi.

Riaffiorano così, nella mente, vari brutti ricordi. Dopo aver vinto il Mondiale 2006, la nostra nazionale nel 2010 pesca ai gironi, nel gruppo F, la Slovacchia, il Paraguay e la Nuova Zelanda. Il risultato è incommentabile, gli Azzurri non vincono neanche una partita e arrivano ultimi nel girone.

Quattro anni dopo, in Brasile, l’Italia si trova in un girone non semplice, formato da Inghilterra, Uruguay e Costa Rica. Il nostro team batte nella prima partita l’Inghilterra 2-1, creando nuove false speranze, che però poi verranno distrutte, difatti, verremo battuti prima dalla Costa Rica e poi dall’Uruguay con il medesimo risultato di 0-1. Ancora una volta, usciamo ai gironi dei mondiali.

Nel 2018, gli Azzurri alla guida del Ct. Ventura, vengono fatti fuori da una compatta Svezia ai play-off, perdendo prima 0-1 in trasferta e pareggiando, poi, 0-0 in casa. Troppo poco, quello che è successo negli ultimi 12 anni, ai Mondiali, per una nazionale che ha quattro stelle sul petto. Ora c’è tanto da riflettere, probabilmente, è arrivato il momento di iniziare a dare importanza ai settori giovanili e ai giovani calciatori italiani.