giovedì, Luglio 25, 2024
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In mutua ma era allo stadio a vedere la Fiorentina. Assolto dal giudice e reintegrato

Al richiamo dello stadio non si resiste, specialmente per una partita molto calda come quella tra Fiorentina-Juventus. E così un lavoratore di Valdarno aretino decise di andare a vedere la sua squadra del cuore dal vivo nonostante a lavoro risultasse in malattia.

L’azienda non la prese bene e decise di licenziarlo in tronco dopo aver acquisito prove che certificavano la sua presenza allo stadio. Ora, tuttavia, il giudice di Arezzo ha deciso per il reintegro del lavoratore-tifoso. La motivazione?

Secondo il giudice, la malattia non era incompatibile con la sua presenza sugli spalti, visto che “andare allo stadio non richiede particolari sforzi”. Il giudice ha inoltre ritenuto che la malattia non obbliga il dipendente a rimanere a casa in attesa di un’eventuale visita fiscale e che il licenziamento era illegittimo.

Lavoratore va allo stadio nonostante risultasse in malattia a lavoro: il giudice chiede il reintegro

Argomentando la sua decisione, il giudice Giorgio Rispoli ha sottolineato che non solo il lavoratore in questione aveva presentato un certificato medico valido, ma che la malattia in questione – una sciatalgia – non gli impediva di recarsi allo stadio.

Costringerlo a restare a casa in attesa di una eventuale visita fiscale “sarebbe stata un’indibita limitazione della libertà personale, che potrebbe essere giustificata solo in caso di un provvedimento restrittivo dell’autorità giudiziaria. L’azienda è stata quindi condannata al pagamento delle spese di causa.

Un caso simile, ma con esito diverso: giudice condanna due militari “in congedo” sorpresi allo stadio

Una vicenda molto simile si era già verificata, anche se con un epilogo differente. Curiosamente sempre per una partita della Viola. Lo scorso 23 febbraio, due soldati che risultavano in congedo per malattia erano stati condannati a reclusione militare per aver assistito alla partita Fiorentina-Napoli.

Contrariamente al lavoratore di Valdarno aretino, i due militari in questione hanno subito una sanzione di carattere penale. Sono stati infatti giudicati colpevoli di aver violato i loro doveri militari. Nello specifico, la Corte d’Appello Militare di Roma ha deciso di infliggere loro una pena detentiva di tre mesi e venti giorni, che è stata poi confermata come definitiva dalla Corte di Cassazione.

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