Insigne: aria di divorzio? Problemi in vista in casa Napoli

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Lorenzo Insigne| Fonte Google immagini: contrassegnate per essere riutilizzate

Per Lorenzo Insigne la gara contro l’Arsenal doveva essere speciale; dal centravanti di Frattamaggiore non era vista solo come la possibilità di rendersi protagonista del prosieguo degli azzurri in Europa League, ma il giocatore era anche alla sua trecentesima presenza con la maglia del Napoli. Doveva essere una doppia festa, che si è però tramutata in un vero e proprio incubo: qualificazione sfumata, sostituzione al 75′ minuto e fischi.

I tifosi
E’ dall’intervista con il Corriere dello Sport che si è venuto a creare una certa distanza tra lui e i tifosi che non hanno digerito le sue affermazioni: “Ho scelto Raiola perché è tra i migliori manager e so che può esserci qualcuno in giro che mi stima. A 28 anni può capitare che arrivi un’offerta irrinunciabile. Per un napoletano come me qui le pressioni son maggiori e mi son stancato di non vincere mai”. Dichiarazioni che vanno ad unirsi alla non brillante prestazione della squadra – la goccia che ha fatto traboccare il vaso – e che hanno portato, quindi, i sostenitori della squadra azzurra ad esprimere il proprio dissenso. Bordata di fischi al capitano.

La reazione di Insigne
Insigne al momento del passaggio davanti ad Ancelotti ha tenuto la mano davanti alla bocca, ha poi calciato una sfortunata bottiglietta che si trovava sul suo cammino e faccia imbronciata – più del dovuto – sino al rientro anticipato negli spogliatoi.

Ancelotti pompiere
Il ct azzurro nel post-partita ha indossato i panni del pompiere: “La rabbia di Lorenzo era dovuta all’andamento del match. La sua reazione non è da ricondurre alla sua sostituzione. E’ un professionista”.

Nonostante le parole del tecnico di Reggiolo, intorno a Insigne non tira una bella aria. Qualche semplice spiffero o vento che preannuncia l’arrivo di una tempesta? Nessuno può dirlo. Però, di sicuro nei prossimi giorni le parti avranno modo di confrontarsi e magari seppellire l’ascia di guerra.

Dopotutto mancano sei gare alla fine del campionato ed Insigne e il Napoli hanno ancora un po’ di tempo per darsi un’altra opportunità.