Inter, Aubameyang si avvicina: nessun accordo con l’Arsenal e Marotta spera

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Pierre-Emerick Aubameyang, foto Sky Sports
Pierre-Emerick Aubameyang, foto Sky Sports

Impossibile continuare nelle trattative. Così l’Arsenal ha bollato il tentativo di risanare la frattura fra club e Pierre Aubameyang che verosimilmente vedrà concludere molto presto la propria avventura a Londra. Il franco-gabonese, infatti, ha un contratto in scadenza con i “Gunners” a giugno 2021. Qualora non si arrivi ormai ad una insperata fumata bianca nelle prossime ore allora sarà addio nella prossima estate. Una situazione che all’Inter monitorano con irrefrenabile attenzione. Marotta è pronto a tuffarsi a capofitto nella trama di mercato e regalare ai suoi un attaccante di livello assoluto.

Tutto nasce dalla ferrea volontà del giocatore di ottenere un sostanzioso ritoccò all’insù dell’attuale ingaggio stimato intorno agli 11 milioni di euro. L’Arsenal nicchia e vorrebbe ottenere invece un rinnovo almeno fino al 2023 alle medesime condizioni dell’accordo attuale. Condizione ritenuta insufficiente da Aubameyang che vorrebbe arrivare a percepire quanto il suo compagno di squadra Ozil che viaggia attorno ai 20 milioni di stipendio annuale. Cifra ritenuta irragionevole dagli inglesi.

L’entourage del giocatore ha iniziato, quindi, un’opera di sondaggio tra le grandi d’Europa captando di rimessa interessi particolari soprattutto provenienti da Milano. Conte apprezza molto il trentunenne che, col suo dinamismo, sarebbe il partner perfetto del colosso belga Lukaku.

Inoltre le voci sempre più pressanti di una partenza ormai prossima del “ToroLautaro Martinez attraverso il pagamento della clausola da 111 milioni di euro darebbe la liquidità giusta per portare a casa Aubameyang e garantirgli uno stipendio da top mondiale. Insomma, una tra Barcellona e Real Madrid garantirebbero per l’approdo in nerazzurro dell’ex Borussia Dortmund. A un decennio dal suo addio all’Italia fatto dalle giovanili del milan, Aubameyang potrebbe presto riabbracciare lo Stivale ma dall’altra parte del Naviglio.