Inter-Barça nel segno di Moratti: “E’ sempre una partita speciale!”

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Moratti
Massimo Moratti, presidente dell'Inter dal 1995 al 2004 e dal 2006 al 2013, nonché presidente onorario fino al 23 ottobre 2014. Fonte Wikipedia

Inter-Barcellona è una gara che è entrata negli annali del calcio come un vero classico del gioco. Basta solamente pronunciarlo e i ricordi già volano verso quella serata di Champions che incoronò i nerazzurri come i migliori del continente (e del mondo, considerato come si concluse l’anno solare negli Emirati). Alla guida di quell’armata di invincibili il portoghese più osannato di sempre. Alla testa di quel club il presidente più amato: Massimo Moratti.

PER LA STORIA! – Ed è proprio lui a raccontarsi a cuore aperto, a quasi un decennio da quella notte, al quotidiano catalano Sport. Il suo punto di vista, mai banale, tradisce un sentimento che a quasi cinque anni dal suo addio continua ad ardere nel cuore del primo tifoso dei meneghini. Stimolato a rispondere sull’imminente sfida di San Siro contro i blaugrana, Moratti dichiara sicuro: “Questa è sempre una partita speciale. Per la storia, per il prestigio e per la grande qualità delle due squadre. Non importa quando si incrociano, lo scontro tra nerazzurri e Barça è sempre come una finale. Nessuno vuole fallire, ci sono molte aspettative da entrambe le parti e sono sicuro che vedremo un grande spettacolo a San Siro”.

CONTE E IL NUOVO CORSO – Certo, la pressione sarà tutta sulle spalle della banda di Conte uno che, spiega Moratti: “Stimo tanto per la mentalità! Oggi, grazie alla cultura del lavoro e al sacrificio dati da Conte, tutti i giocatori nerazzurri sono disposti a sacrificarsi per la squadra. L’allenatore sta sfruttando il meglio di tutti i suoi giocatori“. Già, la squadra, questa ventina di giocatori che per l’ex patron nerazzurro sono stati sempre come dei figli. E che come figli ha protetto, incoraggiato, tutelato. Forse anche oltre il limite della professionalità.

I GRANDI DI OGGI – Su chi sono adesso i volti che oggi considera i migliori per giocare anche in una sua probabile formazione, Moratti non ha dubbi e spiega: Lautaro e Lukaku sono due grandi attaccanti, che segnano e lavorano per la squadra, ma ci sono molti giocatori interessanti… Handanovic è un portiere molto importante, Sensi e Barella si sono immediatamente adattati”.

IL FENOMENO, SEMPRE LUI! – Quattro su cinque sono il frutto di scelte di mercato mirate e portate avanti con determinazione dall’attuale dirigenza. Proprio come successe nel 1997 con un certo Luis Nazario Da Lima il cui ricordo incendia ancora il cuore di ogni supporter interista. “Non so se sia stato il migliore, ma sicuramente lo è stato nel mio lunghissimo periodo da presidente. Stiamo parlando del Fenomeno, dell’acquisto di una stella, di un crack che ha fatto cose con la palla ciò che gli esseri umani non possono nemmeno immaginare” – poi aggiunge – “Non è stato tremendamente difficile, dico la verità. C’era una clausola e l’ho pagata”.

IBRA-ETO’O E DON ANDRES – Ma il match tra Inter e Barça è anche stato palcoscenico per trattative più o meno fortunate tra le due compagini come ad esempio lo scambio tra Ibrahimovic ed Eto’o. “È stata anche una grande operazione di mercato, una delle più intelligenti che abbiamo fatto“, e forse anche di un grande rimpianto, un colpo rimasto dolorosamente in canna.  “Si noti che Iniesta è stato il primo giocatore che ho chiesto al Barcellona. Ho detto diverse volte al direttore del Barça che impazzivo per lui, ma ovviamente hanno risposto che si fidavano molto del suo talento e non volevano venderlo a nessun prezzo“. E come dargli torto?