Inter cinese: Via Mancini e Moratti, torna Fassone

0

SCAMBIO TECNICI- Strani intrecci prendono forma sull’asse Milano-Parigi: il Paris St Germain, infatti, è pronto a scaricare Blanc e sta pensando anche a Mancini per la panchina. In cima alla lista c’è Simeone, ma in attesa di una risposta non tralascia le alternative. Come Emery. Quanto sta accadendo a Parigi potrebbe avere effetti sull’Inter, che potrebbe sostituire Mancini, secondo Tuttosport, proprio con Blanc. Potrebbe essere un’idea anche per l’anno prossimo, nel caso in cui il tecnico jesino restasse senza rinnovare il suo contratto.

LA VOLATA NEL WEEKEND – Queste ore, però, sono decisive per la svolta cinese: oggi Bolingbroke, Zanetti, Gardini e Gandler partiranno per la Cina, dove raggiungeranno Williamson e Lamb. Atteso anche Thohir. Questo è il weekend decisivo per le firme che sanciranno la cessione della maggioranza al gruppo Suning, lunedì poi l’annuncio ufficiale in conferenza stampa. E, infatti, ci saranno anche Faulkner, direttore della comunicazione interista, e una troupe del canale tematico nerazzurro. La bozza dell’accordo è pronta, ora serve l’accelerazione definitiva. Uscita definitiva di Moratti, mentre Thohir scenderà al 30% con il restante 70% nelle mani, appunto, dei cinesi.

GLI SCENARI – Nel giro di alcuni mesi, però, assumeranno il controllo totale dell’Inter. La valutazione complessiva si aggira sui 500 milioni di euro. A guadagnarci è il magnate indonesiano, che, come evidenzia La Gazzetta dello Sport, recupererà i 108 milioni di euro erogati in prestito e con gli interessi (8-9,5%). La nuova proprietà entro l’autunno dovrà poi occuparsi di un aumento di capitale di almeno 70 milioni di euro. Il passaggio comunque sarà graduale: Thohir dovrebbe restare presidente e, quindi, dovrebbe restare più o meno tutto l’attuale assetto dirigenziale, ma entreranno uomini di fiducia e rappresentanti del Suning nel consiglio d’amministrazione. E c’è la voce non confermata, ma riportata dal Corriere dello Sport, di un ritorno di Fassone ma da amministratore delegato, cioè al posto di Bolingbroke.