Inter, dilemma Sensi: riscattarlo oppure puntare su Eriksen?

0
Stefano Sensi
Stefano Sensi, centrocampista dell'Inter.Fonte Wikimedia Commons

Si avvicina a grandi falcate il tempo delle decisioni in casa Inter. Una delle più importanti sarà decidere del futuro dei giocatori arrivati in prestito l’estate scorsa che aspettano una riconferma oppure una deludente bocciatura dallo staff nerazzurro. Uno dei nomi più caldi a riguardo è quello di Stefano Sensi, playmaker del Sassuolo, su cui si concentrano le riflessioni di Conte e Marotta.

Il giocatore ha vissuto una delle stagioni più difficili della sua carriera, densa di chiaroscuro e con una fragilità strutturale mai vista prima. Le sedici gare saltate a fronte delle 17 disputate parlano di una stagione fatta di tanti bassi e poche gioie ascrivibili perlopiù alla prima parte del campionato. Il suo genio tattico e le improvvise accelerazione a ridosso dell’area di rigore (da cui non certo di rado si liberava per il tiro a rete) ne facevano uno dei giocatori più preziosi della rosa di Conte. Soltanto l’infortunio patito nel big match di San Siro contro la Juventus ne ha fermato l’eccezionale ruolino.

Ad oggi il giocatore vive nell’eterno dilemma di una riconferma che stenta ad arrivare. Tra l’inter e il Sassuolo c’è un’intesa di massima, un gentleman agreement, per il suo riscatto definitivo per la somma di 20 milioni di euro. Una vera occasione se si considera l’unicità nel ruolo e le belle performance fatte vedere almeno finchè la sfortuna non ha voluto metterci lo zampino.

La trattativa continua ad essere rinviata di settimana in settimana a causa di almeno due importanti elementi al vaglio dei dirigenti dell’Inter. Il primo è l’effettiva tenuta fisica del giocatore. Ingaggiare un fenomeno che però vedrà il campo sempre più di rado non è certo quello che si augurano i nerazzurri. Il secondo elemento è la trasformazione del ruolo di Christian Eriksen che tutt’ora rimane un mistero dalle parti della Pinetina. Il danese dovrebbe diventare, nei desideri di Conte una sorta di playmaker basso, ben lontano da quel fantastico trequartista ammirato finora in Premier. Qualora il piano riuscisse avere due giocatori così dotati in rosa a pestarsi i piedi l’un l’altro potrebbe essere ben più dannoso che non averne alcuno.